Roma, sopralluogo dei tecnici del Comune sulla ciclabile di Monteverde, la Lega: “380mila € per un obbrobrio. Va eliminata”
Roma, la ciclabile di via Virginia Agnelli, a Monteverde, finisce ufficialmente sotto osservazione dopo l’esposto presentato dalla Lega, che rivendica il recente sopralluogo effettuato dai tecnici del Municipio XII e di Roma Capitale come un primo risultato politico e amministrativo.
Il sopralluogo dopo l’esposto
Secondo quanto riferito dalla Lega, la verifica sul posto sarebbe arrivata solo dopo un loro esposto corredato da rilievi tecnici, fotografie e osservazioni progettuali. Nel mirino c’è la pista ciclabile realizzata lungo via Virginia Agnelli, definita dagli esponenti del Carroccio una delle opere più critiche e incomprensibili della mobilità romana recente.
A firmare l’attacco sono Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Giovanni Picone, capogruppo in Municipio XII, e Valeria Campana, coordinatrice territoriale del partito. Per loro, il sopralluogo dimostra che le criticità denunciate non potevano più essere lasciate senza risposta.
La ciclabile nel mirino
La contestazione riguarda soprattutto il tracciato dell’opera. Secondo la Lega, la pista alternerebbe tratti su carreggiata e marciapiede, attraversando punti sensibili come fermate degli autobus, accessi ai distributori di carburante e passi carrabili. Una configurazione che, sempre secondo il partito, creerebbe rischi concreti per ciclisti, pedoni e automobilisti.
Il punto politico è chiaro: per la Lega non si tratta di un semplice problema da correggere, ma di un progetto nato male. Da qui la richiesta netta: non rattoppare la ciclabile, ma eliminarla.
“Rischi per pedoni, anziani e disabili”
Nel comunicato, gli esponenti leghisti parlano di un’infrastruttura costata circa 380mila euro e ritenuta pericolosa soprattutto per le fasce più fragili. Anziani, persone con disabilità, famiglie con passeggini e pedoni si troverebbero, secondo la denuncia politica, a convivere con un’opera che riduce gli spazi di sicurezza e moltiplica le interferenze.
La critica è anche urbanistica: Monteverde, sostengono Santori, Picone e Campana, non può diventare “un laboratorio di esperimenti” finanziati con risorse pubbliche. Una frase che sintetizza bene lo scontro: non solo una ciclabile contestata, ma un modello di mobilità messo sotto accusa.
La minaccia di nuovi esposti
La Lega annuncia ora che vigilerà sui prossimi passaggi amministrativi. Il punto più delicato riguarda eventuali nuove spese per modifiche, correzioni o interventi di sistemazione. Per il partito, non dovrà essere speso “un solo euro pubblico” per tentare di correggere errori progettuali già denunciati.
Il messaggio finale è un avvertimento politico e amministrativo: se dovessero arrivare nuovi stanziamenti per sistemare l’opera, la Lega si dice pronta a rivolgersi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti per chiedere l’accertamento di eventuali responsabilità.
Lo scontro sulla mobilità a Roma
La vicenda di via Virginia Agnelli diventa così un nuovo capitolo dello scontro sulle ciclabili a Roma. Da una parte l’idea di ridisegnare la città spingendo sulla mobilità sostenibile; dall’altra la denuncia di opere considerate calate dall’alto, poco funzionali e rischiose nella vita quotidiana dei quartieri.
A Monteverde, adesso, la partita si sposta dagli annunci alle verifiche tecniche. Ma politicamente la Lega ha già scelto la sua linea: quella ciclabile, così com’è, non va aggiustata. Va rimossa.