Roma, la Lega attacca Gualtieri sul ‘riciclo’ degli ex assessori: “Troppe poltrone post-Giunta. I precedenti di Catarci e Bugarini”
Roma, negli ultimi giorni il sindaco Gualtieri ha cambiato un tassello importante della sua Giunta: Monica Lucarelli si è dimessa da assessora alle Attività produttive, alle Pari opportunità e all’Attrazione investimenti, lasciando il posto a Valeria Baglio. Ma la sua uscita dal Campidoglio non ha chiuso la vicenda politica. Al contrario, l’ha riaperta. Il nome dell’ex assessora è infatti finito al centro del dibattito per il possibile approdo a Investimenti Spa, la società capitolina proprietaria della Fiera di Roma. È qui che Fabrizio Santori, consigliere capitolino in quota Lega, accende il faro e accusa il sindaco Roberto Gualtieri di proseguire nella ‘pratica’ delle ‘ricollocazioni’ degli ex amministratori dentro l’orbita del Campidoglio.
Il nodo politico
Santori parla di “danaroso riciclo” e mette nel mirino quello che definisce un copione ormai visto: chi lascia un incarico politico di primo piano, sostiene la Lega, finisce comunque per restare dentro il perimetro del potere capitolino. Nel mirino non c’è soltanto Lucarelli. Santori richiama anche altri nomi già usciti dalla prima linea della Giunta o dall’orbita amministrativa e poi ricollocati, a vario titolo, attorno a Palazzo Senatorio. Il messaggio politico è chiaro: il problema, per il centrodestra, non è il singolo incarico, ma il metodo.
“È tutto regolare, certo”, è il senso dell’affondo di Santori. Ma la domanda resta: è opportuno che chi ha ricoperto ruoli apicali nella Capitale venga subito riassorbito dentro società o strutture collegate alla stessa amministrazione?
L’affondo della Lega
Per Santori, il punto è anche simbolico. La politica, sostiene, dovrebbe avere un ruolo alto, sovrano, non ridursi alla ricerca di un “posticino” dopo l’esperienza di governo. Una critica che colpisce direttamente il Campidoglio a guida Pd e che trasforma il dopo-Lucarelli in un caso più ampio.
La Fiera di Roma, patrimonio strategico della Capitale, diventa così il terreno di una nuova battaglia politica. Da una parte la maggioranza, che rivendica la piena legittimità delle scelte. Dall’altra la Lega, che accusa Gualtieri di alimentare una filiera di incarichi capace di logorare la credibilità stessa della politica romana.
Il precedente più netto, nella saga dei presunti posticini di rilievo post Giunta Gualtieri, è quello di Andrea Catarci: uscito dalla Giunta Gualtieri, è stato nominato alla guida dell’Ufficio di scopo “Giubileo delle persone e Partecipazione”, dentro il Gabinetto del sindaco.
Poi c’è anche il caso Giulio Bugarini: prima capo della segreteria di Gualtieri, poi assessore al Personale al posto di Catarci, quindi infine vice capo di Gabinetto.
Il caso resta aperto
Il tema Lucarelli, ora, è destinato a restare sul tavolo. Perché il ricambio nella Giunta non chiude la partita, ma la allarga. Lucarelli lascia un assessorato pesante, Valeria Baglio si prepara a raccoglierne e gestirne le deleghe, e intanto l’opposizione apre il dossier sulle nomine.
In Campidoglio, insomma, il dopo-Lucarelli non è soltanto una sostituzione. È il nuovo capitolo di uno scontro politico sul confine, sempre più sottile, tra incarichi pubblici, società partecipate e gestione del potere.