Roma, addio al Trenino Giallo, dopo cortei e disagi il Campidoglio scopre il “confronto”: via ai tavoli di confronto in … ‘videochiamata’
Dopo cortei, rabbia nei quartieri e mesi di disagi, il Campidoglio prova a recuperare sul caso del Trenino Giallo convocando due tavoli di confronto online: una rincorsa affannosa che arriva quando Roma Est si sente già lasciata a piedi. La giunta Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè presentano l’iniziativa come partecipazione, in un comunicato stampa diffuso dall’Amministrazione capitolina. Ma, vista dal Pigneto, da Torpignattara e da Centocelle, sembra piuttosto una toppa cucita in ritardo.
Due tavoli, entrambi online
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 9 luglio alle ore 15 e sarà dedicato al Vallo ferroviario del Pigneto. Il secondo arriverà una settimana dopo, giovedì 16 luglio, sempre alle 15, e riguarderà il Trenino Giallo, cioè uno dei dossier più incandescenti della mobilità nel quadrante est della Capitale. Entrambi gli incontri si svolgeranno in modalità telematica, quindi non in piazza, non nei quartieri, non nei luoghi attraversati ogni giorno dai disagi. Non faccia a faccia, davanti ai cittadini.
Il Campidoglio prova la retromarcia
Nel comunicato ufficiale del Campidoglio si parla di “confronto costante”, “trasparenza”, “partecipazione”, “corresponsabilità”. Tutte parole nobili, perfette per le note istituzionali. Il problema è il calendario politico della vicenda: prima il caos, poi la protesta, infine la… ‘videochiamata’. Gualtieri e Patanè sembrano muoversi sempre un passo dopo i cittadini. E quando una comunità scende in strada per dire che senza il Trenino Giallo non si può vivere, rispondere con un tavolo online rischia di suonare come l’ennesima distanza tra Palazzo Senatorio e periferie.
La rabbia dei quartieri
Le proteste hanno raccontato un’altra Roma: non quella delle slide, ma quella delle fermate saltate, dei bus sostitutivi considerati insufficienti, dei tempi che si allungano, dei pendolari costretti a reinventarsi ogni giorno il percorso per andare al lavoro, a scuola, all’università. Centinaia di residenti hanno attraversato le strade tra Pigneto, Torpignattara e Centocelle con slogan, striscioni e fumogeni gialli. Un colore diventato simbolo di assenza: il Trenino Giallo non c’è più, ma il bisogno di mobilità resta.
Patanè parla di partecipazione
L’assessore Patanè rivendica l’avvio dei tavoli come scelta politica e amministrativa, sostenendo che le trasformazioni della mobilità debbano nascere da un percorso condiviso con i territori. Ma la domanda, in questo caso, è inevitabile: perché solo ora? Perché dopo i cortei, dopo il malcontento, dopo le denunce pubbliche dei cittadini? La partecipazione, per essere credibile, dovrebbe arrivare prima delle decisioni che stravolgono la vita quotidiana. Non dopo, quando il danno politico e pratico è già esploso.
Roma Est chiede fatti, non formule
Anche il Municipio V parla di informazione continua, raccordo con cittadini, comitati e istituzioni. Ma Roma Est non sembra chiedere soltanto aggiornamenti: chiede risposte concrete. Vuole sapere come si muoverà senza il suo collegamento storico, quali saranno le alternative vere, quali tempi avrà il rilancio, quali garanzie verranno date a chi oggi si sente tagliato fuori. Il rischio, per la giunta Gualtieri, è chiaro: trasformare un tavolo di confronto in un tavolo di contenimento del dissenso.