Roma sott’acqua, Schiuma (FdI) attacca Gualtieri: “Migliaia caditoie ancora da pulire, serve un Piano Pioggia”
Roma torna a fare i conti con il maltempo, tra alberi caduti, strade allagate e trasporti in difficoltà, mentre Fratelli d’Italia chiede al sindaco Roberto Gualtieri un vero Piano Pioggia per prevenire le emergenze. A sollevare il caso è Fabio Schiuma, dirigente nazionale di FdI, che riporta l’attenzione su circa mille caditoie ostruite già individuate come prioritarie e chiede al Campidoglio di chiarire quante siano state effettivamente ripulite.
Nubifragio a Roma, 120 interventi in dodici ore
La notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre ha lasciato dietro di sé numerosi disagi. Tra le 20 e le 8 del mattino, i Vigili del Fuoco hanno effettuato circa 120 interventi tra Roma e provincia per alberi e rami caduti, pali abbattuti e infiltrazioni nelle abitazioni. Circa cinquanta gli interventi della Polizia Locale per la viabilità. Un albero è finito su un’automobile. Problemi anche sulla Metromare, con interruzioni legate alla caduta di alberi sui binari.
Il caso delle mille caditoie ancora da liberare
Ma il maltempo riporta alla luce una questione precedente. A settembre era emerso che Ama aveva individuato circa mille caditoie ostruite sulle quali intervenire con priorità. I lavori erano stati affidati ad Acea Ato 2, ma all’11 settembre risultavano ancora da avviare. Il Campidoglio aveva comunicato, nel frattempo, la pulizia e la verifica di 2.455 caditoie negli ultimi sei-otto mesi, oltre alla sostituzione di 30 pozzetti e griglie.
Schiuma chiede conto degli interventi al Campidoglio
È proprio su quelle mille caditoie che Schiuma concentra le sue contestazioni. Il dirigente di Fratelli d’Italia chiede quanti punti critici siano stati effettivamente sistemati dopo settembre e se Acea Ato 2 abbia finalmente avviato gli interventi. La questione riguarda una rete che, secondo i dati richiamati nel comunicato, comprende circa 330mila caditoie sulle strade comunali. Un numero che rende necessaria una manutenzione programmata, soprattutto nelle zone maggiormente esposte agli allagamenti.
Il modello Milano e la proposta del Piano Pioggia
La proposta politica è prendere esempio da Milano, dove MM gestisce la rete di drenaggio urbano, comprese caditoie e sottopassi. Nel capoluogo lombardo sono presenti anche circa 420 strumenti per monitorare i livelli dell’acqua. Schiuma chiede un sistema analogo per Roma: una mappa delle zone più a rischio, pulizie preventive, squadre pronte a intervenire e risultati pubblici e verificabili. L’obiettivo è ridurre i disagi attraverso una prevenzione organizzata prima dell’arrivo delle perturbazioni.
La domanda a Gualtieri: quante caditoie sono state pulite?
La polemica si chiude con una richiesta precisa al sindaco Gualtieri: rendere noto lo stato degli interventi sulle mille caditoie considerate prioritarie. Il Campidoglio rivendica attività di manutenzione già eseguite, ma resta da chiarire pubblicamente il destino di quello specifico elenco. Per Schiuma non basta affrontare le conseguenze delle piogge quando strade e sottopassi sono già allagati. La sua conclusione è netta: «La pioggia non si può fermare, ma il caos si può prevenire».