Roma, spedizione punitiva armati di bastoni contro i latinos alla Magliana: “Andiamo a menarli”
Tre feriti, uno dei quali accoltellato, e almeno una trentina di persone coinvolte. È il bilancio della violenta notte andata in scena lunedì a Roma, alla Magliana, dove una maxi rissa tra italiani e latinos avrebbe avuto i contorni di una vera e propria spedizione punitiva. Un episodio sul quale ora indagano gli agenti del commissariato San Paolo.
Gli agenti stanno ora cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto. Fondamentali potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che gli agenti stanno acquisendo per individuare i responsabili e chiarire la dinamica della vicenda.
Colombiano accoltellato al gluteo
Ad avere la peggio è stato un colombiano del 1979, raggiunto da una coltellata al gluteo e trasportato in codice rosso all’ospedale San Camillo. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. Allo stesso ospedale è finito anche un peruviano del 2001, mentre un altro colombiano, classe 1987, ha raccontato agli agenti di essere stato aggredito e picchiato durante gli scontri.
Al centro della vicenda c’è l’ex scuola comunale “8 Marzo” di via dell’Impruneta, da anni occupata e abitata da numerosi cittadini sudamericani. Già nelle sere precedenti erano stati necessari interventi delle forze dell’ordine per sedare tensioni e discussioni. Lunedì sera, però, la situazione è completamente degenerata. Da una parte alcuni residenti italiani della zona. Dall’altra i latinos che vivono nell’immobile occupato. In mezzo, un clima che nel quartiere molti definiscono esplosivo da tempo.
«Andiamo a menarli», il racconto dei residenti
Tra i racconti raccolti nel quartiere c’è quello di una donna che affaccia sulla pista ciclabile da cui sarebbe partito il gruppo. “I figlioli della ‘brava’ Magliana si sono radunati in 25-30 sulla pista ciclabile, armati anche di bastoni, urlando: ‘Andiamo a menarli’, ‘Uccidiamo sti peruviani’, ‘Li famo vede’. Pare però che si siano picchiati verso Parco Stella, ma questo non posso verificarlo. All’8 Marzo hanno parlato con la gente e medicato qualcuno”, racconta.
La donna sostiene di aver visto soprattutto ragazzi molto giovani, tutti minorenni. “Erano ragazzini di 15, 16, 17 anni. Uno addirittura era decisamente più piccolo perché era bassissimo. Urlavano: ‘Ahò regà, a chi menamo?’. Ho il balcone praticamente attaccato alla ciclabile e li ho sentiti chiaramente”.
«Qui non se ne può più»
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla situazione della Magliana e sull’occupazione dell’ex scuola. Tra i residenti prevale la rabbia e il malcontento. “Qui non se ne può più. Sono anni che chiediamo che venga fatta pulizia di persone irregolari, di chi sistematicamente delinque, aggredisce, ruba e spaccia. Non si sta più al sicuro. Le donne non possono rientrare a casa da sole la sera per timore di essere aggredite. Il quartiere è diventato uno schifo e nessuno fa niente, nonostante i continui appelli alla legalità”, raccontano alcuni abitanti della zona. Poi aggiungono: “Ma stavolta c’è stato chi ha deciso di farsi giustizia da solo“.
Nel quartiere il dibattito è acceso. “Per una volta sono stati loro le vittime“, afferma un altro residente. “Mi può dispiacere umanamente che qualcuno sia rimasto ferito e disapprovo che dei minorenni facciano queste cose. Ma non ne possiamo davvero più. Chi non abita qui non può rendersi conto di cosa significa avere paura di uscire di casa“. Una posizione condivisa da altri abitanti della zona.
“Siamo stanchi di una situazione insostenibile. Tanto qui le forze dell’ordine non ci proteggono, il municipio se ne frega e chi ci rimette siamo noi cittadini perbene. Abbiamo paura di uscire la sera e, per molte donne, anche durante il giorno la situazione non è tranquilla. Ovvio che tutto questo non dovrebbe accadere, ma è ora che capiscano che il quartiere non è cosa loro”.
Le indagini della polizia
Adesso spetterà agli investigatori chiarire cosa sia accaduto davvero e individuare i responsabili. Gli agenti stanno raccogliendo testimonianze, verificando i racconti dei presenti e cercando immagini utili dalle telecamere della zona. Gli agenti vogliono capire se si sia trattato di una rissa nata sul momento o di una vera e propria spedizione punitiva organizzata, come sostengono diversi residenti. Di certo, alla Magliana, la notte di lunedì ha lasciato dietro di sé feriti, paura e un quartiere sempre più diviso.