Roma, spedizione razzista a Termini: “caccia all’uomo” contro stranieri e clochard massacrati di botte con sfollagente, calci e pugni

polizia digos

Giravano in auto attorno alla stazione Termini, armati di spranghe e sfollagente telescopico. Poi sceglievano le vittime. Stranieri, senzatetto, persone sole. Le avvicinavano in piena notte e partivano le aggressioni. Ed è stata una vera e propria spedizione punitiva a sfondo razziale quella andata in scena lo scorso 7 febbraio a Roma, con almeno 5 violente aggressioni.

La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un ragazzo minorenne, collocato in comunità, e ha effettuato perquisizioni nei confronti di altri due giovani maggiorenni, tutti indagati per una serie di violenze aggravate dall’odio razziale.

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“Caccia all’uomo” contro immigrati e senza fissa dimora

L’inchiesta è partita dalla denuncia di un cittadino di origini nigeriane presentata alla Polizia Ferroviaria. Da lì gli agenti della Digos della Questura di Roma, coordinati dalle Procure ordinaria e minorile, hanno ricostruito quanto accaduto quella notte anche grazie alle immagini della videosorveglianza. I filmati hanno mostrato almeno cinque aggressioni concentrate in poche ore nella zona di Termini. Un’escalation rapida e violenta, interrotta soltanto dall’arrivo improvviso di alcune persone che ha costretto il gruppo alla fuga. Gli agenti hanno lavorato per settimane per identificare i responsabili. Alla fine sono arrivati ai tre giovani ora indagati.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i ragazzi si sarebbero mossi in macchina nella zona della stazione con l’obiettivo di colpire persone straniere e senza fissa dimora scelte a caso lungo la strada, in una vera e propria “caccia all’uomo”. Il gruppo avrebbe agito armato di sfollagente telescopico, spranghe e altri oggetti utilizzati per colpire le vittime.

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Aggressioni con spranga e coltello: sequestrata propaganda neonazista e una copia del Mein Kampf

Durante i controlli nelle abitazioni degli giovani, la polizia ha sequestrato gli abiti utilizzati durante le aggressioni, una spranga, un coltello e diverso materiale legato all’estrema destra. Tra gli oggetti trovati anche una copia del “Mein Kampf”, il libro scritto da Adolf Hitler, oltre a materiale propagandistico riconducibile ad ambienti radicali. Due dei tre ragazzi, i maggiorenni, frequentavano la galassia giovanile di un’organizzazione militante dell’estrema destra: per loro è scattata la denuncia.

Più pesante la posizione del minorenne, con precedenti legati all’apologia del fascismo. Il ragazzo infatti,  il 7 giugno 2025 avrebbe imbrattato la Sinagoga di via Garfagnana con scritte antisemite e svastiche. Proprio per questo per il minorenne, oltre che essere stato denunciato come i due maggiorenni, è stato collocato in una comunità. Per tutti e tre l’accusa è di lesioni aggravate dall’odio razziale e porto di armi od oggetti atti a offendere.

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