Roma, Spin Time, la Lega diffida il Campidoglio: “Niente acquisto senza garanzie, né corsie preferenziali”

Roma, Spin Time

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La Lega ha depositato una diffida formale al Comune di Roma sull’operazione Spin Time, chiedendo al Campidoglio di dimostrare convenienza, fattibilità e costi complessivi dell’eventuale acquisto e di escludere corsie preferenziali per gli ex occupanti nell’accesso alle case popolari.

A firmare l’iniziativa politica sono la deputata Simonetta Matone e il capogruppo leghista in Assemblea Capitolina Fabrizio Santori.

La richiesta: prima dimostrare che l’acquisto conviene

Il primo fronte aperto dalla diffida riguarda i soldi pubblici. Matone e Santori chiedono che, prima di impegnare quelle che definiscono “decine di milioni di euro dei romani”, l’amministrazione capitolina chiarisca perché l’acquisto sarebbe indispensabile e conveniente. Tra i punti sollevati ci sono anche la congruità del prezzo, la possibilità concreta di trasformare l’immobile e il costo finale dell’intera operazione. Sono richieste politiche contenute nella diffida, non elementi già accertati in questa sede.

Il nodo degli ex occupanti

Il passaggio più duro riguarda però il futuro delle persone che hanno occupato lo stabile. La posizione della Lega è netta: un eventuale acquisto pubblico di Spin Time, sostengono Matone e Santori, non dovrebbe tradursi automaticamente nella possibilità per gli ex occupanti di tornare nell’immobile. Allo stesso modo, i due esponenti chiedono che non vengano introdotte corsie preferenziali per l’assegnazione degli alloggi popolari.

“Case assegnate secondo legge e graduatorie”

La diffida insiste proprio su questo punto: secondo Matone e Santori, l’accesso alle case popolari deve avvenire attraverso le regole ordinarie, rispettando requisiti e graduatorie. I due rappresentanti della Lega chiedono inoltre a Roma di rendere noti eventuali accordi, promesse o impegni già assunti che possano riguardare un futuro rientro degli ex occupanti nello stabile.

Spin Time diventa ancora terreno di scontro politico

Il documento apre così un nuovo fronte politico sull’operazione Spin Time. La Lega non contesta soltanto l’eventuale esborso economico, ma lega la questione patrimoniale a quella abitativa: chi potrà utilizzare lo stabile, con quali criteri e attraverso quali procedure. Matone e Santori riassumono la loro posizione con una formula destinata ad alimentare il confronto: “La fragilità si tutela, l’illegalità non si premia”.

Il punto, adesso, è tutto nelle risposte che arriveranno dal Campidoglio. Perché la diffida pone domande precise su prezzo, convenienza, costi, trasformazione dell’immobile e futuro degli ex occupanti: finché Roma Capitale non risponderà nel merito, questi restano gli interrogativi politici sollevati formalmente dalla Lega.