Roma, stop all’acquisto di 1.038 case Enasarco: la mozione ‘impantanata’ da luglio torna in Aula: centrodestra unito contro Gualtieri

Proteste sotto al Campidoglio

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Roma, la protesta sulla vendita prospetta dall’Amministrazione Gualtieri delle Case Enasarco entra direttamente in Campidoglio, dove il centrodestra unito chiede all’Assemblea capitolina di pronunciarsi sull’operazione voluta dalla Giunta Gualtieri. Dopo manifestazioni, raccolte di firme e mesi di polemiche, la mozione n. 146/2026 torna nell’ordine dei lavori delle sedute del 15 e 17 settembre. Non è ancora certo che sarà votata, ma questa volta è collocata al primo posto tra le mozioni.

Una battaglia cominciata a giugno

Il documento è stato presentato pubblicamente il 9 giugno da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Porta le firme dei consiglieri Mariacristina Masi, Fabrizio Santori, Rachele Mussolini, Marco Di Stefano, Giovanni Quarzo, Maurizio Politi, Francesca Barbato, Federico Rocca e Stefano Erbaggi.

Le opposizioni chiedono alla Giunta di rivedere, fino a fermarla, l’acquisizione di circa 1.040 appartamenti Enasarco destinati all’edilizia residenziale pubblica.

La paura dei condomìni misti

Al centro della protesta ci sono i proprietari che negli stessi edifici hanno acquistato il proprio appartamento a prezzo di mercato, spesso accendendo un mutuo. Temono la svalutazione degli immobili, l’aumento delle spese comuni e problemi nella gestione dei futuri condomìni misti. Il Campidoglio difende invece l’operazione come una risposta all’emergenza abitativa e uno strumento per ridurre le lunghe graduatorie delle famiglie in attesa di una casa popolare.

Una mozione ferma da oltre due mesi

Il particolare politicamente più pesante riguarda i tempi. La mozione Enasarco compariva già nell’ordine dei lavori del 2 luglio. È stata successivamente riproposta nelle sedute del 14, 15 e 16 luglio e poi nuovamente tra il 27 e il 31 luglio. L’Aula, però, non è arrivata al voto. Dopo la pausa estiva, il documento ricompare quindi nel calendario capitolino senza che la questione sia stata ancora chiusa.

Il possibile voto del 15 settembre

La prima data utile è martedì 15 settembre, con seduta convocata dalle 10 alle 15. Prima della mozione dovranno però essere esaminate sette proposte, comprese cinque regolarizzazioni di debiti fuori bilancio. Se il tempo non dovesse bastare, gli atti residui potranno essere affrontati giovedì 17 settembre. Parlare di voto già fissato sarebbe dunque prematuro: la discussione è calendarizzata, ma l’approdo alle urne resta legato all’andamento dei lavori.

Gualtieri davanti a una scelta politica

La mozione non obbligherebbe automaticamente il Campidoglio a cancellare gli acquisti, ma costringerebbe maggioranza e opposizione a mostrarsi apertamente. Il centrodestra vuole capire se nel centrosinistra esistano dubbi sull’operazione e sui suoi effetti. Dopo oltre tre mesi di attesa, il caso Enasarco diventa così una prova politica per Gualtieri: continuare lungo la strada scelta oppure aprire un confronto vero con proprietari e residenti. Ora la parola, se i tempi dell’Aula lo permetteranno, passa ai consiglieri.