Tendopoli nate per il Giubileo in piedi fino al 2030: Roma spenderà 20 milioni e ora svela anche le 4 location ‘definitive’: c’è una ‘sorpresa’
Roma, le tendostrutture nate come risposta ‘provvisoria’ per il Giubileo 2025 potranno restare operative per altri quattro anni, quindi fono al 2030, con una gara pubblica da quasi 20 milioni di euro pubblici, esattamente come da noi rivelato alcune settimane fa, ma il Campidoglio ha comunicato anche l’abbinamento tra i quattro lotti e le aree previste, la comunicazione capitolina risale al 9 settembre: appena sei giorni prima della scadenza fissata per presentare le offerte al bando.

Dall’emergenza del Giubileo all’orizzonte 2030
Il nuovo bando della Giunta Gualtieri segna un passaggio sostanziale: quella che era stata presentata come una soluzione temporanea per il solo Giubileo 2025 diventa un servizio destinato a durare 48 mesi dalla data dell’affidamento. Se l’attivazione avverrà alla fine del 2026, le tendostrutture potranno quindi accompagnare Roma fino al 2030. Il valore complessivo della procedura è di 19.186.454,50 euro, distribuito su quattro lotti per complessivi 250 posti.
Il Nuovo 7 Colli aveva già raccontato la trasformazione delle tende giubilari in una voce strutturale dell’accoglienza capitolina. Ora arriva un altro tassello: dopo settimane di gara, gli operatori economici hanno finalmente saputo quali aree il Campidoglio intende associare ai singoli lotti.

Le ubicazioni assenti dagli atti iniziali
La gara è stata pubblicata il 29 luglio. Il capitolato stabiliva soltanto che le tendostrutture sarebbero state collocate nel territorio di Roma, senza riportare l’abbinamento territoriale completo dei quattro lotti. Tanto che il 12 agosto un operatore ha presentato un quesito formale, osservando che nei documenti mancava «l’ubicazione esatta – ovvero indirizzo» delle aree.
La richiesta non era secondaria. Conoscere il luogo nel quale dovrà essere organizzato il servizio può incidere sulla progettazione tecnica, sui collegamenti territoriali, sulla gestione del personale, sulla sicurezza e sull’organizzazione quotidiana dell’accoglienza.
La risposta arrivata il 9 settembre
Il Campidoglio ha risposto soltanto il 9 settembre alle 11.46. La scadenza per le offerte è fissata alle 12 del 15 settembre. In sostanza, la corrispondenza tra lotti e aree è stata resa pubblica appena sei giorni prima della chiusura della procedura.
Le indicazioni fornite sono queste: Lotto 1 nei pressi della Stazione Termini, Lotto 2 nei pressi della Stazione Tiburtina, Lotto 3 nei pressi della Stazione Ostiense e Lotto 4 nei pressi del parcheggio dell’ospedale San Camillo-Forlanini.
La sorpresa del San Camillo
Il quarto lotto rappresenta la novità più evidente. Nel sistema delle strutture giubilari figurava infatti l’area di via Nuova delle Fornaci, nella zona di San Pietro. Nella risposta relativa alla nuova gara, invece, Roma Capitale indica il parcheggio del San Camillo-Forlanini.
Neppure il chiarimento, tuttavia, fornisce indirizzi civici o planimetrie puntuali. L’Amministrazione scrive che «al momento» le aree sono quelle previste dall’attuale regime contrattuale. Non si tratta quindi di sedi dichiarate immodificabili, ma della fotografia comunicata dalla stazione appaltante alla data del 9 settembre.
Quasi 20 milioni, ma le aree possono cambiare
Il capitolato prevede inoltre che l’esecuzione del servizio sia subordinata alla disponibilità di aree idonee. Se Roma dovesse perdere la disponibilità di uno spazio, il contratto applicativo potrebbe essere sospeso o persino risolto.
Ed è qui che la vicenda assume il suo peso politico: quasi 20 milioni di euro pubblici, quattro anni di durata e tende nate sotto il segno della provvisorietà. Eppure l’indicazione territoriale dei quattro lotti è arrivata soltanto a ridosso della scadenza, senza indirizzi esatti e senza la garanzia che quelle aree resteranno le stesse per l’intera durata dell’appalto. L’emergenza giubilare finisce; il sistema delle tende, invece, guarda già al 2030.