Roma, stretta ZTL Centro, domani in Tribunale il giorno decisivo: i colossi del Commercio contro il Campidoglio


Contenuti dell'articolo

Roma, domani 23 settembre la stretta voluta dal Campidoglio per bloccare l’accesso dei furgoni nella ZTL del Centro storico arriva davanti al collegio del TAR Lazio: i giudici dovranno decidere se mantenere o superare la doppia sospensione temporanea che ha congelato l’ordinanza di Roberto Gualtieri e della sua Giunta prima ancora che la sperimentazione potesse realmente partire. Non sarà necessariamente pubblicata domani la sentenza definitiva sul merito del ricorso, ma sarà un passaggio decisivo per capire se le nuove regole potranno entrare in funzione nelle prossime settimane.

La rivoluzione rimasta ai blocchi

Il piano della Giunta Gualtieri era stato costruito per durare tre mesi, dal 7 settembre al 7 dicembre 2026, e avrebbe cambiato radicalmente la logistica nel cuore di Roma. Dalle 8 alle 18 sarebbe stato vietato l’accesso ai veicoli commerciali delle categorie N, N1, N2 e N3, anche quando già dotati di permesso ZTL. Dalle 9.30 alle 18 sarebbero stati vietati anche circolazione, fermata e sosta, comprese le operazioni negli spazi destinati al carico e scarico.

Tradotto: per una larga parte dei fornitori, la giornata delle consegne nel Centro avrebbe dovuto concentrarsi soprattutto nelle prime ore del mattino.

DHL, FedEx, UPS: il primo fronte arriva al TAR

La prima frenata è arrivata dal mondo dei corrieri. Davanti al TAR si sono presentati AICAI, Alas Confetra Lazio, Confetra, DHL Express Italy, FedEx Express Italy, UPS Italia e Fedit. Il giudice amministrativo ha riconosciuto in via cautelare una situazione di particolare urgenza, richiamando il possibile impatto delle restrizioni sulla regolarità dei servizi postali e di corriere espresso.

Pochi giorni prima dell’avvio previsto, dunque, una parte importante della nuova disciplina era già stata congelata.

Ma non sarebbe rimasta l’unica.

Poi arrivano alberghi, bar e ristoranti

Il secondo passaggio nasce dal ricorso di Birimport Spa, società attiva nella distribuzione di bevande verso alberghi, ristoranti, bar e caffè. Anche in questo caso è intervenuta una sospensione cautelare, con rinvio proprio all’udienza collegiale del 23 settembre.

A quel punto Roma Capitale ha scelto di sospendere gli effetti dell’intera ordinanza in attesa del TAR. Per ora, quindi, restano in vigore le precedenti regole della ZTL merci: non significa che il Centro sia diventato liberamente accessibile ai furgoni, ma semplicemente che la nuova stretta non è ancora operativa.

È questo il punto da cui si riparte domani.

Il vero nodo: comprimere tutto prima delle 8

Dietro lo scontro giudiziario esiste però una questione pratica che accompagna questa vicenda fin dall’inizio: cosa accade se una quantità molto elevata di consegne viene spostata nella stessa, strettissima finestra mattutina?

È uno dei dubbi sollevati dalle categorie economiche. L’obiettivo del Comune è ridurre la pressione dei mezzi commerciali nelle ore centrali; il rischio indicato dagli operatori è invece quello di concentrare furgoni, camion e operazioni di scarico nelle ore precedenti.

Proprio per questo la sperimentazione avrebbe dovuto produrre dati reali sulla circolazione e sull’impatto sulle attività economiche, con un tavolo permanente con le associazioni di categoria. Ma la sospensione arrivata prima dell’avvio ha impedito finora di verificare sul campo gli effetti del nuovo modello.

Meno mezzi privati, ma l’alternativa deve funzionare

Ed è qui che il dossier ZTL si incrocia con un tema più grande. Ridurre automobili e veicoli commerciali nel centro di una capitale europea è una scelta di mobilità possibile. Ma perché funzioni serve anche un sistema pubblico capace di assorbire gli spostamenti che l’amministrazione vuole sottrarre alla strada.

Su questo fronte Roma mostra ancora fragilità concrete.

A settembre il ritorno alla normalità della rete tranviaria è stato graduale dopo le sospensioni estive, con diverse linee riattivate progressivamente e altre tratte ancora sostituite o modificate a causa dei cantieri.

La stessa amministrazione ha appena dovuto potenziare la linea bus 168: nelle ore di punta l’attesa programmata è passata da 24 a 17 minuti, aumentando le corse quotidiane da 35 a 49. È un miglioramento, ma il dato di partenza fotografa anche quanto possa essere lunga l’attesa su alcune direttrici urbane.

Metro, i nuovi treni sono ancora la promessa del futuro

La questione diventa ancora più evidente sottoterra.

Roma ha acquistato una fornitura complessiva di 36 nuovi treni per le linee metropolitane, con un investimento ufficiale di circa 353,9 milioni di euro. Ma a settembre i nuovi Hitachi destinati alla Metro B non erano ancora entrati nel normale servizio passeggeri: era in corso l’iter di omologazione e l’assessore Eugenio Patanè indicava come obiettivo l’ingresso graduale dei primi convogli entro novembre.

Anche la Metro A ha mostrato nelle ultime settimane vulnerabilità operative: il 10 settembre il maltempo ha portato alla chiusura di Subaugusta e Anagnina e alla sostituzione con autobus di parte della tratta, prima del ripristino del servizio il giorno successivo.

Sono episodi e progetti differenti, ma convergono su una questione politica molto semplice.

Domani il TAR, poi resta la domanda più difficile

Il Campidoglio sostiene di voler rendere il Centro storico più vivibile, liberandolo da una parte della pressione veicolare. Gli operatori della logistica e della distribuzione chiedono invece regole compatibili con consegne, rifornimenti e continuità delle attività economiche.

Domani il TAR dirà se la stretta potrà ripartire nelle forme stabilite dall’ordinanza o se la sospensione cautelare dovrà continuare.

Ma oltre la causa resta un interrogativo destinato a sopravvivere qualsiasi sia la decisione dei giudici: Roma può restringere sempre di più l’uso della strada senza riuscire contemporaneamente a offrire, in ogni quadrante e in ogni fascia oraria, un’alternativa pubblica abbastanza frequente e affidabile?

È su questo equilibrio — non soltanto sui varchi elettronici — che si misura la sostenibilità reale della nuova mobilità capitolina.