Roma, studenti in corteo prima di Halloween, nuova sfida allo Stato per venerdì 30 ottobre: «Blocchiamo tutto»
Roma affronta i giorni prima di Halloween con la tensione ancora alta dopo gli scontri di sabato e nuove proteste annunciate per venerdì 30 ottobre. L’Usb ha fissato il ritrovo alle 10.30 in piazza dei Cinquecento, davanti a Termini, per lo sciopero generale. Sono chiamati a partecipare lavoratori, studenti e movimenti per la casa. Le rivendicazioni riguardano carovita, salari e opposizione alla guerra. Ad accompagnare la mobilitazione, l’appello «Blocchiamo tutto».
Dal corteo al blitz nel Colosseo
Sabato 24 ottobre una parte dei giovani, inizialmente al seguito della manifestazione contro la guerra, ha proseguito autonomamente per le strade del centro. Alcuni manifestanti sono entrati nel Colosseo forzando gli accessi, per poi uscire. All’ingresso ci sono stati momenti di tensione con gli addetti alla sicurezza; all’esterno si è schierata la polizia. La giornata ha registrato anche scontri con le forze dell’ordine: un precedente che pesa sul prossimo appuntamento romano.
Le ragioni della protesta giovanile
La ricostruzione di Repubblica descrive una piazza composta da studenti, comitive arrivate dalle periferie e ragazzi di seconda generazione, con molti minorenni. I giovani intervistati denunciano scuole in difficoltà, investimenti insufficienti nella ricerca e prospettive sempre più fragili. Alla richiesta di un futuro diverso si affianca la contestazione della gestione dell’ordine pubblico: il Coordinamento studentesco autonomo romano accusa le autorità di avere cercato di scoraggiare la partecipazione attraverso il massiccio schieramento di sicurezza.
Prima l’assemblea, poi il ritorno in strada
Il calendario prevede già mercoledì 28 ottobre un’assemblea cittadina convocata dall’Usb alle 18.30 in piazza dei Cinquecento, dove prosegue il presidio dei movimenti per la casa. Sarà il passaggio preparatorio alla giornata di venerdì, alla quale il Coordinamento studentesco ha annunciato la propria adesione. Dopo gli episodi del fine settimana, il rischio è che questa convergenza di mobilitazioni si accompagni a nuove tensioni. Il messaggio degli studenti è netto: «Siamo giovani, sabato è stato solo l’inizio».