Roma, sui ‘Tutor della Notte’ si accende il faro di FdI e UGL: accesso agli atti sui costi del ‘Piano Gualtieri’

Gualtieri presenta il piano notte

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Sui Tutor della Notte di Roma si accendono i fari perché Fratelli d’Italia e UGL Sicurezza Civile hanno presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere spese, convenzioni e risultati del progetto voluto dalla Giunta Gualtieri. Il punto politico sollevato è netto: i volontari possono assistere, informare e segnalare le emergenze, ma non sono operatori di sicurezza e non possono intervenire direttamente contro risse, aggressioni, spaccio e violenze.

L’attacco: «La sicurezza è una cosa seria»

A firmare la presa di posizione è Fabio Schiuma, responsabile del Dipartimento “La Città della Notte” di Fratelli d’Italia-Roma, insieme a UGL Sicurezza Civile. Il giudizio sul modello capitolino è tagliente: «La notte di Roma merita più di un gazebo e una bottiglietta d’acqua».

Il riferimento non è casuale. L’avviso pubblico prevedeva, per ogni équipe, almeno tre volontari, un gazebo illuminato, un veicolo e cento bottigliette d’acqua per turno. Compiti di prossimità, dunque, non funzioni di polizia.

Dove operano i Tutor della Notte

Il Campidoglio aveva annunciato fino a 150 Tutor, distribuiti progressivamente in circa 50 punti della città. La prima fase è partita soprattutto nei quartieri della movida del I e II Municipio.

Le aree indicate nelle ricostruzioni sulla fase operativa sono:

  • Trastevere;
  • Testaccio;
  • San Lorenzo;
  • piazza Bologna;
  • Pigneto;
  • Ponte Milvio;
  • le altre zone con maggiore concentrazione di locali;
  • i nodi più sensibili del trasporto pubblico, a partire dall’area di Termini.

Roma Capitale non ha pubblicato, nella presentazione generale del Piano, l’elenco analitico di tutti i 50 punti annunciati. Il progetto riguarda prevalentemente le notti di giovedì, venerdì e sabato.

Fino a 5.100 euro per ogni équipe

Il nodo ora è economico. Secondo l’avviso, ciascuna équipe può ottenere fino a 5.100 euro per un ciclo di 17 turni: un massimale di 300 euro a squadra per serata. Non si tratta di uno stipendio assegnato automaticamente ai volontari, ma del rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate dall’Ente del Terzo Settore convenzionato.

La cifra massima prevista, quindi, non coincide necessariamente con quella realmente liquidata. Ed è precisamente su questa differenza che Schiuma e UGL chiedono al Campidoglio di mostrare le carte.

Tutti i documenti chiesti al Campidoglio

L’accesso agli atti punta a ottenere la graduatoria e le convenzioni stipulate con i 12 Enti del Terzo Settore, il numero delle équipe e dei Tutor effettivamente impiegati, gli impegni di spesa e gli importi riconosciuti a ogni organizzazione.

La richiesta comprende inoltre rendicontazioni, determine di liquidazione, somme realmente pagate ed eventuali finanziamenti già programmati per proseguire l’esperimento. Soltanto questi documenti permetteranno di calcolare il costo effettivo del progetto, evitando di confondere i massimali teorici con i pagamenti eseguiti.

Assistenza utile, ma non è ordine pubblico

Il Comune non ha mai attribuito ai Tutor poteri di polizia. I volontari devono promuovere comportamenti responsabili, offrire prima assistenza, svolgere attività di mediazione e segnalare alle forze dell’ordine reati, violenze o situazioni pericolose. Sono riconoscibili attraverso tesserino e pettorina e operano collegati alla rete coordinata dalla Sala Sistema Roma.

Proprio questa delimitazione alimenta l’attacco politico. Per FdI e UGL, informazione e assistenza possono essere utili, ma non devono essere presentate come risposta autosufficiente alla sicurezza notturna.

Ora Gualtieri dovrà mostrare il conto

Il Piano Roma Notte comprende anche pattuglie aggiuntive della Polizia Locale, videosorveglianza, illuminazione, trasporto pubblico e coordinamento con Prefettura e forze dell’ordine. Sarebbe quindi scorretto ridurlo alle sole bottigliette distribuite dai volontari. Ma sarebbe altrettanto improprio sottrarre i Tutor a una verifica su costi, presenze e risultati concreti.

La critica di Schiuma e UGL termina così dove dovrebbe cominciare la trasparenza del Campidoglio. Gazebo e assistenza possono avere una funzione sociale; non possono però diventare una comoda scenografia dietro la quale confondere volontariato e sicurezza. Adesso la Giunta Gualtieri ha l’occasione di rispondere senza slogan: pubblicando numeri, fatture e risultati.