Roma, Tevere balneabile, Forza Italia gela Gualtieri: “Prima pensi a Ostia”

Il fiume Tevere

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Il progetto del Tevere balneabile diventa un nuovo caso politico a Roma perché Forza Italia accusa il sindaco Roberto Gualtieri di inseguire un sogno da cartolina mentre Ostia, che il mare lo ha già, resta secondo l’opposizione abbandonata sui servizi essenziali.

L’attacco di Forza Italia

A mettere il dito nella piaga sono Francesco Carpano, consigliere capitolino di Forza Italia, e Renzo Pallotta, segretario azzurro del Municipio X. Il loro giudizio è netto: l’idea del Tevere balneabile sarebbe sbagliata politicamente e, ora, anche tecnicamente. Non una semplice polemica di giornata, ma una critica frontale alla gerarchia delle priorità scelta dal Campidoglio.

Il nodo politico: Ostia

Il punto non è soltanto il fiume. Il vero bersaglio è Ostia. Secondo Forza Italia, destinare risorse pubbliche alla prospettiva di fare il bagno nel Tevere rappresenta uno schiaffo al litorale romano, dove il mare esiste già ma dove restano aperti nodi pesanti: servizi pubblici, manutenzione, trasporti, decoro, sicurezza e rilancio turistico. In sintesi: prima il mare vero, poi il sogno urbano.

Il Campidoglio e il sogno del fiume

La Giunta Gualtieri, però, non considera il progetto una fantasia. Da mesi il Campidoglio ha avviato un percorso sulla riqualificazione ambientale ed ecosistemica del Tevere, con gruppi di lavoro chiamati a studiare qualità delle acque, contaminanti, scarichi, condizioni idrologiche e interventi già programmati. L’obiettivo dichiarato non è solo il tuffo, ma la rigenerazione del rapporto tra Roma e il suo fiume.

Una battaglia di immagine

Qui si apre la vera partita politica. Per Gualtieri, il Tevere balneabile può diventare il simbolo di una Capitale europea, più verde, più moderna, più ambiziosa. Per il centrodestra, invece, rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione di immagine: bella da raccontare, difficile da realizzare, lontana dai problemi quotidiani dei romani.

La domanda che resta

La domanda politica è semplice: Roma deve inseguire il grande progetto simbolico o rimettere prima in piedi ciò che già possiede? Il Tevere può certamente tornare centrale nella vita della città. Ma se il prezzo politico è dare l’impressione di dimenticare Ostia, allora il bagno nel fiume rischia di diventare per Gualtieri non una promessa di futuro, ma un boomerang.