Roma, tre donne massacrate in poche ore: confermato l’ergastolo per il killer di Prati
La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha confermato oggi, 15 ottobre 2026, l’ergastolo per Giandavide De Pau, responsabile del triplice omicidio di tre donne uccise a coltellate nel quartiere Prati, nel novembre 2022. Una vicenda che sconvolse la Capitale, anche perché il cellulare dell’assassino registrò le immagini dei primi due delitti. I giudici hanno confermato integralmente la condanna di primo grado, compresi i tre anni di isolamento diurno.
Tre donne assassinate in poche ore nel cuore di Roma
Le vittime erano Li Yanrong, Yang Yun Xiu e Marta Castano Torres. La mattina del 17 novembre 2022, De Pau raggiunse un appartamento in via Augusto Riboty, dove si trovavano le prime due donne, conosciute come Lia e Sofia. Dopo aver acceso la videocamera del telefono, le aggredì mortalmente con un coltello. Successivamente raggiunse via Durazzo, a circa 300 metri di distanza, dove venne uccisa anche la terza donna.
L’ex autista del boss e le perizie psichiatriche
De Pau, già autista del boss Michele Senese, era stato condannato all’ergastolo il 20 novembre 2025. Durante il processo, uno dei punti centrali era stata la sua capacità di intendere e di volere. La difesa aveva sostenuto che l’uomo non fosse capace di comprendere pienamente le proprie azioni al momento dei fatti. Una ricostruzione non accolta dai giudici, anche alla luce delle valutazioni di dodici esperti. Per l’omicidio di Marta Castano Torres era stata inoltre riconosciuta l’aggravante della crudeltà.
In tribunale sulla sedia a rotelle, poi la sentenza
Alla lettura della decisione, De Pau era presente in aula, per la prima volta dall’inizio del processo. È arrivato su una sedia a rotelle, con mascherina, occhiali e cappello. Ha chiesto di non essere ripreso e ha trascorso buona parte dell’udienza con il capo abbassato. La Corte ha quindi confermato la pena più severa. I suoi difensori, Alessandro De Federicis e Barbara De Benedetti, non considerano però conclusa la battaglia giudiziaria.
La difesa annuncia ricorso, soddisfazione delle parti civili
L’avvocato Alessandro De Federicis ha annunciato l’intenzione di impugnare anche la sentenza d’appello, dopo averne esaminato le motivazioni. Di segno opposto le reazioni delle parti civili, che hanno espresso soddisfazione per la decisione dei giudici. Si apre così la possibilità di un ulteriore passaggio davanti alla Cassazione. La condanna all’ergastolo è stata confermata in secondo grado, ma non è ancora definitiva. Resta una delle pagine più drammatiche della cronaca romana degli ultimi anni: tre donne assassinate in poche ore, in due appartamenti separati da appena 300 metri.
Verifica giornalistica: ho mantenuto i fatti riportati nell’articolo allegato, senza introdurre ricostruzioni esterne non documentate. Due precisazioni sono importanti: la registrazione dei delitti riguarda i primi due omicidi, non tutti e tre; inoltre, la condanna è confermata in appello ma non ancora irrevocabile. Non ho potuto confrontare autonomamente il dispositivo della sentenza con il resoconto giornalistico.