Roma, (un’altra) baraccopoli sul Tevere a Marconi: roghi e rifiuti davanti al nuovo parco Tiberis
A pochi passi dal futuro parco Tiberis, dove si investono milioni per ridisegnare il volto del Tevere, cresce un’altra realtà. Silenziosa, ma visibile a tutti: una baraccopoli tra i canneti, rifiuti accumulati e fumi che si alzano la sera. Siamo a Roma, in zona Marconi, e qui la riqualificazione convive, per ora, con il degrado.
Insediamento abusivo e discarica lungo Lungotevere Dante
Non solo la baraccopoli a pochi passi dal ponte dell’Industria, dove sono state trovate bombole, fili scoperti e cumumuli di rifiuti fino al fiume. Sul Lungotevere Dante, all’altezza di Ponte Guglielmo Marconi, a poche centinaia di metri dai cantieri del nuovo Tiberis, c’è un altro accampamento abusivo nascosto tra la vegetazione. A segnalarlo sono Piergiorgio Benvenuti ed Emanuele Luca, esponenti del dipartimento ambiente e rifiuti di Fratelli d’Italia Roma, dopo un sopralluogo. E anche per questo accampamento la richiesta è di una bonifica immediata e un presidio fisso di controllo, soprattutto con l’estate alle porte. Secondo quanto rilevato, nell’area vivono circa cinque famiglie, con presenze che aumentano nelle ore serali. Attorno, una vera e propria discarica abusiva.
Dentro l’insediamento, così come nell’altro, si lavora sui rifiuti. Fili elettrici bruciati per recuperare rame, elettrodomestici smontati per estrarre alluminio e altri metalli. Attività che producono scarti e, soprattutto, aumentano il pericolo. Nei giorni scorsi, a circa cento metri dall’accampamento, è divampato un incendio alimentato da materiali infiammabili e dalla vegetazione secca. Un episodio che i residenti conoscono bene e che riaccende l’attenzione su un’area fragile.
Il progetto Tiberis e il rischio di una riqualificazione a metà
Il caso è arrivato anche in Campidoglio. Il consigliere comunale Federico Rocca, responsabile sicurezza di Fratelli d’Italia Roma, ha annunciato una interrogazione urgente, per sollecitare interventi rapidi e mettere in sicurezza la zona, partendo proprio dall’insediamento irregolare ritenuto pericoloso.
Quello che stride è il contrasto evidente che vede da una parte il progetto di rilancio del parco Tiberis, nato nel 2018 come spiaggia urbana e oggi al centro di un intervento da oltre un milione di euro e, dall’altra, il degrado che avanza a pochi metri. L’area, circa 1,5 ettari, è destinata a diventare uno spazio fruibile tutto l’anno, con servizi, impianti sportivi, aree verdie collegamenti sul fiume. Durante i lavori sono emersi anche reperti archeologici di epoca romana, poi reinterrati per essere valorizzati, con inevitabili rallentamenti. Ma senza un intervento deciso su sicurezza e decoro, il rischio è che il nuovo Tiberis nasca già in salita.
E per i residenti, che da una parte vivono l’attesa per un progetto che può cambiare volto alla zona, d’altra c’è la preoccupazione per una situazione di degrado che, giorno dopo giorno, sembra sfuggire di mano. E chiedono che il recupero non si fermi ai cantieri, ma che arrivi dove oggi si accumulano rifiuti e tensioni.






