Roma, Valle dei Casali ancora occupata: la giustizia ordina il rilascio, Lega all’attacco di Gualtieri

Foto generata con IA

Contenuti dell'articolo

Otto ettari pubblici all’interno della Valle dei Casali restano ancora fuori dalla disponibilità della collettività nonostante una sentenza abbia ordinato il rilascio dell’immobile: è questo il cuore del nuovo attacco politico della Lega contro il sindaco metropolitano Roberto Gualtieri.

L’area pubblica che non torna ai cittadini

Il caso riguarda un terreno nella zona di Bravetta, all’interno della riserva naturale della Valle dei Casali. L’intero compendio acquistato nel 1980 dall’allora Provincia di Roma misura catastalmente circa 10,45 ettari, mentre l’interrogazione politica presentata dalla Lega si concentra su una porzione di circa otto ettari che, secondo il partito, continuerebbe a essere occupata senza titolo.

L’istanza numero 54-26, depositata dal consigliere metropolitano Antonio Giammusso, chiede di conoscere gli atti compiuti dall’amministrazione, gli eventuali ostacoli allo sgombero e soprattutto l’esistenza di un cronoprogramma per recuperare il bene. Sul portale ufficiale della Città Metropolitana, l’interrogazione risulta al momento ancora classificata come “presentata”.

Il Tribunale ha ordinato il rilascio

Sul piano giudiziario, il passaggio più importante riguarda il casale e il terreno censiti al foglio 443, particella 9. Nel 2019 il Tribunale di Roma ha riconosciuto la Città Metropolitana come legittima ed esclusiva proprietaria del bene, respingendo la richiesta di usucapione e ordinando agli occupanti il rilascio immediato dell’immobile, libero da persone e cose.

La decisione è stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma con la sentenza numero 6612 depositata l’11 novembre 2025. I giudici hanno respinto il ricorso, ritenendo non dimostrato un possesso pubblico e continuativo per almeno vent’anni. Dagli atti emerge inoltre che il casale risultava occupato soltanto a partire dal 2013.

La Lega punta il dito contro Gualtieri

Per Fabrizio Santori, capogruppo capitolino della Lega, e Giovanni Picone, capogruppo nel Municipio XII, la mancata restituzione dell’area rappresenta un fallimento politico della maggioranza che governa la Città Metropolitana.

I due esponenti leghisti collegano la vicenda della Valle dei Casali al più ampio tema delle occupazioni romane, richiamando anche il caso Spin Time. L’accusa è netta: mentre i cittadini rispettano regole e sentenze, alcuni immobili pubblici continuerebbero a restare indisponibili senza che l’amministrazione riesca a ottenere concretamente il rilascio.

Ora servono una data e uno sgombero

Il punto, a questo punto, non è più stabilire a chi appartenga almeno il casale oggetto della sentenza: i giudici hanno riconosciuto la proprietà pubblica e disposto il rilascio. Resta invece da capire quando quel provvedimento sarà concretamente eseguito e quali interventi verranno avviati per mettere in sicurezza e valorizzare l’area.

Santori e Picone chiedono quindi a Gualtieri di abbandonare quella che definiscono una politica degli alibi e di procedere al recupero del bene. Dopo anni di cause, sostengono i leghisti, la Valle dei Casali non avrebbe bisogno di un’altra promessa, ma di una data certa per lo sgombero e la restituzione dell’area ai cittadini.