Roma, “Venite, ho picchiato mia madre, forse è morta”: 16enne uccide la mamma durante una lite in casa

polizia ambulanza

«Venite, l’ho picchiata, forse è morta». È stato il figlio, 16 anni, a chiamare il 112 dopo aver aggredito la madre nell’appartamento di Centocelle dove i due vivevano da soli. Quando la Polizia è arrivata, il ragazzo era seduto a terra all’ingresso del palazzo, con la maglietta sporca di sangue. La donna, 50 anni, era ancora viva. I soccorritori l’hanno trovata nell’abitazione al primo piano e l’hanno trasportata d’urgenza al Policlinico di Tor Vergata. È morta alcune ore più tardi, nonostante i tentativi di salvarla.

Una tragedia ancora tutta da ricostruire, quella avvenuta ieri nel primo pomeriggio a Roma, sulla quale è stata aperta un’indagine coordinata dalla Procura dei minorenni. Gli agenti devono ora stabilire cosa sia accaduto dentro quelle quattro mura e cosa abbia spinto il ragazzo ad aggredire la madre.

L’aggressione in casa e la telefonata al 112

È successo domenica pomeriggio, intorno alle 14.30, in via del Grano, all’Alessandrino, nella periferia Est di Roma. Pochi minuti prima dell’arrivo delle Volanti, della Squadra Mobile e degli agenti della Scientifica, è stato il 16enne a comporre il numero unico delle emergenze. Una telefonata breve, drammatica, nella quale ha raccontato di aver picchiato la madre e ipotizzato che fosse morta. Quando gli agenti sono arrivati, il giovane era seduto a terra. E aveva la maglietta sporca di sangue. Nell’appartamento, invece, c’era la madre. Secondo una prima ricostruzione, ancora da definire nei dettagli, il ragazzo avrebbe iniziato a colpirla a mani nude. La donna sarebbe caduta e potrebbe aver battuto la testa. Non è escluso, inoltre, che successivamente possa essere stata colpita con un oggetto. Sarà l’autopsia a fornire elementi decisivi sulle cause della morte e sulle lesioni riportate dalla donna.

Quando sono arrivati i soccorritori, la 50enne era ancora viva. È stata stabilizzata e trasferita in codice d’urgenza al Policlinico di Tor Vergata. Le sue condizioni, però, erano gravissime. La donna è morta alcune ore dopo il ricovero. Il figlio, invece, è stato trasferito al Policlinico Umberto I, dove è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria e sottoposto a osservazione, piantonato dalle forze dell’ordine. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria minorile. Non è escluso che, una volta dimesso dall’ospedale, possa essere trasferito in una struttura detentiva minorile, ma saranno gli sviluppi dell’indagine a stabilire i prossimi passaggi.

Squadra Mobile e Scientifica nell’appartamento fino a notte

Gli agenti hanno lavorato a lungo nell’abitazione. Squadra Mobile e Scientifica hanno effettuato un sopralluogo durato fino a notte fonda, cercando elementi utili a ricostruire la sequenza dell’aggressione. Particolare attenzione è stata riservata alla ricerca dell’eventuale oggetto utilizzato per colpire la donna.

Gli accertamenti hanno riguardato anche gli ambienti dell’appartamento e, secondo quanto emerso, la camera del ragazzo, dove potrebbero essere cercati eventuali messaggi o altri elementi utili alle indagini. Al vaglio dei poliziotti ci sono anche i telefoni della madre e del figlio, che potrebbero contribuire a ricostruire i rapporti tra i due e le ore precedenti alla tragedia.

Madre e figlio vivevano da soli

La donna, rimasta vedova alcuni anni fa, lavorava come badante e in alcune occasioni anche come dog sitter. Madre e figlio si erano trasferiti nell’appartamento di Centocelle circa tre anni fa. Nel quartiere, secondo quanto riferito dai vicini, erano conosciuti come persone tranquille. Nessuno avrebbe mai segnalato situazioni tali da far pensare a una tragedia di questo tipo. Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza.

Il 16enne aveva compiuto gli anni all’inizio di agosto e tra pochi giorni sarebbe dovuto tornare sui banchi di scuola. Gli investigatori stanno verificando anche il suo percorso e la sua situazione personale, compresi eventuali problemi psichici già conosciuti e l’eventuale assistenza ricevuta. Ma al momento nessuna pista viene esclusa. L’indagine dovrà stabilire cosa sia realmente accaduto nell’appartamento di Centocelle, perché quell’aggressione sia iniziata e soprattutto cosa abbia trasformato una domenica di fine agosto in una tragedia familiare.