Roma, via agli abbattimenti dei cinghiali: quanto costa il piano del Campidoglio e quando partono gli ‘interventi’
Roma apre agli abbattimenti dei cinghiali. La Giunta Capitolina ha approvato nei giorni scorsi un accordo con la Regione Lazio che mette in campo un piano da 200mila euro per contenere la presenza degli animali in città, ridurre i rischi per la sicurezza pubblica, limitare gli incidenti stradali e fronteggiare anche il problema della Peste Suina Africana.
La novità principale
Il punto centrale è questo: il Campidoglio non si limita più a monitorare il fenomeno. Con questo atto entra in una fase operativa. Il piano prevede infatti anche abbattimenti selettivi, oltre a catture con trappole, interventi urgenti su segnalazione, recupero e smaltimento delle carcasse, controlli sanitari e attività informative rivolte ai cittadini.
Quanto costa il progetto
La copertura economica arriva dalla Regione Lazio, che rimborsa Roma per le attività svolte. La voce più pesante riguarda le ditte specializzate, per 120 mila euro. Poi ci sono 25 mila euro per lo smaltimento delle carcasse, 15 mila per le attrezzature, 10 mila per materiali e dispositivi, 10 mila per le analisi sanitarie e 8 mila per mezzi e carburante.
Quando partiranno gli abbattimenti
Nel documento non compare una data precisa di partenza. C’è però una scansione chiara. L’accordo dura 12 mesi. Il primo mese è dedicato alla pianificazione. Dal secondo al quarto mese sono previsti gli interventi intensivi. Questo significa che gli abbattimenti e le altre operazioni partiranno dopo la firma dell’accordo, una volta chiusa la fase iniziale di organizzazione.
Cosa prevede in concreto
Il piano riguarda soprattutto le aree urbane e periurbane dove la presenza dei cinghiali è più stabile, le zone con più incidenti o segnalazioni e quelle vicine a strutture sensibili o aziende agricole. Gli obiettivi fissati sono almeno 150 interventi programmati in un anno, interventi urgenti entro 24-48 ore e una riduzione del 50% nelle aree considerate prioritarie.
Perché si arriva a questa scelta
La decisione nasce da un dato ormai evidente. La presenza dei cinghiali a Roma è diventata stabile anche in aree molto abitate. Il documento richiama l’aumento degli avvistamenti, i danni, gli incidenti e il rischio sanitario legato alla PSA. Da qui la scelta di un piano più rigido e più concreto, costruito per intervenire nelle zone più esposte della città.