Roma, via al restyling ‘confuso’ ma ‘green’ di piazzale Clodio, traffico limitato per tre mesi: 3 milioni di spesa (mutuo incluso)
Roma, dal 26 febbraio al 31 maggio 2026 inclusi l’area tra Viale Mazzini e Piazzale Clodio cambia volto — e cambia anche la vita di chi la attraversa ogni giorno. Il cuore della vicenda è tutto qui: tre mesi di restrizioni al traffico per lavori sul verde, mentre sullo stesso fazzoletto di città convivono due interventi distinti, finanziati in modo diverso. Risultato: una storia difficile da ricostruire perfino per chi mastica carte pubbliche tutti i giorni, come noi, figuriamoci per un cittadino ‘qualunque’.
Tre mesi di strettoie e divieti: cosa succede in strada
Prima di tutto, il cantiere si traduce in una promessa poco gradita per residenti e pendolari: restringimenti di carreggiata e divieti di sosta con pannelli H24 in “zona rimozione”. In pratica, meno spazio per le auto in transito e parcheggi che spariscono, con la rimozione sempre dietro l’angolo. La durata non è simbolica: parliamo di un intero trimestre di primavera, in uno snodo già delicato per traffico e servizi.
Il primo progetto: il “verde” di Viale Mazzini e Piazza Mazzini
La cosa interessante è che, formalmente, queste limitazioni al traffico sono legate alla riqualificazione ambientale e vegetazionale di Viale Mazzini e Piazza Mazzini. Un intervento consistente, intorno ai 2,2 milioni di euro (cifra che le carte raccontano come ordine di grandezza), che il Comune dovrebbe coprire con fondi da avanzo di amministrazione: soldi già nel bilancio pubblico, non legati a prestiti bancari. È la formula del “ce lo paghiamo da soli”, almeno sulla carta.
Ma c’è anche un secondo cantiere: i “100 nuovi parchi” arrivano a Clodio
Subito dopo, però, spunta un secondo capitolo che cambia la prospettiva. Sempre a cavallo tra Viale Mazzini e Piazzale Clodio è previsto un altro intervento sul verde: la nascita di uno dei “100 nuovi parchi per Roma”, con un costo di circa 1 milione di euro, finanziato con un (ennesimo) mutuo. Qui il meccanismo è diverso: un prestito che la città dovrà ripagare nel tempo. Due fonti, due logiche, un’unica area urbana percepita dai cittadini come “lo stesso posto”.
Due lotti, due pezzi di città: Ipponio da una parte, Clodio dall’altra
Le carte ricostruite da Il Nuovo 7 Colli indicano che questo secondo progetto è diviso in due lotti: uno riguarda il depaving (la rimozione di superfici impermeabili per “restituire” terreno al verde) nell’area di Parco Ipponio. L’altro riguarda proprio il depaving tra Piazzale Clodio e Viale Mazzini. In teoria, quindi, interventi separati ma appartenenti alla stessa cornice territoriale: più verde, meno asfalto, più permeabilità del suolo.
Il punto politico: due interventi scollegati, ma nello stesso punto
Qui nasce la domanda che non è tecnica, è politica: com’è possibile che due progetti sul verde, nello stesso quadrante, risultino “scollegati”? Le carte dicono che lo sono, ma la città reale è una sola. Non sappiamo se e quanto i due cantieri si tocchino, si sovrappongano o si rincorrano in calendario. Eppure, nella percezione collettiva, il disagio è unico: traffico compresso, sosta ridotta, tempi di percorrenza più lunghi. Ma due filiere distinte di approvazione, per la stessa area di riferimento. Inseriamo tutti i documenti, in formato scaricabile, alla fine di questo articolo.
Trasparenza e semplicità: perché non unire tutto in un solo intervento?
Il problema, alla fine, è la ‘leggibilità‘ e la comprensibilità delle scelte dell’Amministrazione comunale. Se persino gli addetti ai lavori faticano a orientarsi, figuriamoci il cittadino comune. Questo cantiere riguarda solo la rigenerazione “green” già approvata su Mazzini e Piazza Mazzini, da due miliobi di euro, o comprende anche il nuovo “parco” dei 100 promessi che sarà pagato con un milione di mutuo? E perché, trattandosi di aree praticamente attaccate, non è stata scelta una regia unica, con una comunicazione unica e obiettivi chiaramente coordinati? Sono domande legittime, perché su un tema come il verde urbano la fiducia passa anche dalla chiarezza. Specie se parliamo di un’area situata non solo nelc entro di Roma, ma davanti alla sede della Giustizia penale capitolina.