Roma, ZTL a 1000€ per le auto elettriche: commercianti in allarme: “Così si fa cassa e si desertificano i negozi in centro”
A Roma la fine dell’accesso gratuito alla Ztl dal 1° luglio scorso per la maggior parte delle auto elettriche accende la protesta dei commercianti del centro, che accusano la nuova disciplina voluta dall’Amministrazione Gualtieri, in particolare dal sindaco e dall’assessore alla Mobilità Patanè – di trasformarsi nell’ennesimo ostacolo per chi vuole raggiungere i negozi e parlano apertamente di una misura che rischia di “fare cassa” mentre le strade dello shopping perdono progressivamente clienti romani. Una preoccupazione che si aggiunge alle difficoltà di un settore già alle prese con la crescita costante degli acquisti online.
Il centro perde clienti e i negozi lanciano l’allarme
Dal primo luglio il nuovo sistema di accesso alla Ztl per le auto elettriche ha cambiato le abitudini di una parte degli automobilisti. Il dato riportato nell’articolo di partenza parla di 2.154 permessi richiesti a fronte di circa 75mila vetture elettriche precedentemente autorizzate. Numeri che, agli occhi dei commercianti, fotografano un problema molto semplice: molti automobilisti potrebbero scegliere di non pagare e, di conseguenza, di non raggiungere più il centro con la propria vettura.
«Ci mancava solo questa»: l’accusa dei commercianti
Per chi tiene aperta una serranda nel cuore di Roma, il momento è già complicato. I negozi tradizionali devono confrontarsi ogni giorno con la concorrenza degli acquisti online, ormai entrati stabilmente nelle abitudini dei consumatori, e con un centro storico sempre più dipendente dai flussi turistici. A questa situazione, denunciano gli operatori, si aggiunge ora un nuovo costo che potrebbe scoraggiare proprio quei romani che ancora frequentano le vie commerciali della città.
Il timore di una nuova desertificazione commerciale
La Federmoda Confcommercio ha parlato in una nota stampa di una possibile «ulteriore desertificazione» del centro, indicando tra le aree maggiormente esposte anche strade a forte vocazione commerciale come via Nazionale e corso Vittorio Emanuele. Secondo la ricognizione effettuata insieme ad altri operatori, dopo l’entrata in vigore delle nuove misure sarebbe stata riscontrata una diminuzione della presenza dei clienti romani rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta, va precisato, di una valutazione della categoria e non di un dato statistico ufficiale.
L’accusa: «Una norma per fare cassa e svuotare il centro»
È proprio su questo punto che si concentra la protesta. Secondo i commercianti, dopo anni di difficoltà, concorrenza dell’e-commerce e progressivo allontanamento della clientela residente, ci mancava soltanto una nuova barriera economica all’ingresso nel centro storico. L’accusa politica è pesante: una misura percepita come un modo per «fare cassa» che potrebbe produrre, sostengono gli operatori, un ulteriore effetto “svuota-centro”. Il rischio temuto è che a pagare il prezzo più alto non siano soltanto gli automobilisti, ma soprattutto i negozi tradizionali che hanno bisogno dei romani per continuare a vivere.