Scuola in presenza al 100% dal 26 aprile, arriva l’SOS dei Presidi

La scuola tornerà in presenza per tutti. Dal prossimo 26 aprile, e fino alle vacanze estive. Salvo novità che si dovessero presentare nelle prossime settimane. Un cambio di passo chiesto da molti, che certamente va nella direzione auspicata dalle famiglie e dagli stessi studenti. Perchè è chiaro che la didattica in presenza è un’altra cosa rispetto alla DAD. Così come è evidente la necessita dei ragazzi di incontrarsi tra loro, e di socializzare. Importante, quasi come l’apprendimento didattico. Ma rispetto alle riaperture totali, per le Regioni che andranno in zona gialla ed arancione, si è levato l’allarme dell’Associazione nazionale Presidi. Che si trovano esattamente dall’altra parte della barricata. O se preferiamo, con il cerino in mano. Infatti spetta a loro riorganizzare gli Istituti per l’ultimo mese e mezzo, e loro sarà la responsabilità se qualcosa andasse male. Così si è fatta sentire sul suo profilo Facebook la vice presidente dell’ANP Lazio Cristina Costarelli, “La preoccupazione è tanta”, ha dichiarato la Costarelli. Perchè nei fatti, il ritorno in classe in piena presenza per tutti e il distanziamento imposto dalle circolari ministeriali sono incompatibili. E nel caso di contagio, a pagare potrebbero proprio essere i Presidi incolpevoli.

Rientro a scuola, manca un docente su tre. Valeva la pena?

L’Associazione dei Presidi, mancano spazi e docenti. Garantire la sicurezza a scuola è un problema

“La scuola pensava di arrivare a fine anno seguendo una linea di stabilità. Non variando sulla percentuale di presenza dal 50 fino al 75% sui cui gli istituti superiori si erano orientati nei loro sistemi di funzionamento in emergenza. Con la riapertura al 100% nelle Regioni gialle e arancioni, la preoccupazione è tanta. Perché, nei fatti, si tratta di una questione impossibile da risolvere”. Così su Facebook la vice presidente dei Presidi del Lazio Cristina Costarelli. Che ha anche spiegato i motivi delle sue preoccupazioni. Condivise dalla categoria che rappresenta.

“Da un lato ci sono infatti – spiega Costarelli – le norme di distanziamento. Che contemplano il metro di distanza minimo tra due studenti, a cui si aggiunge la circolare di aprile del Ministero della Salute che suggerisce di arrivare, dove possibile, a due metri di distanza. Dall’altro ci sono i piani di affollamento di aule che possono accogliere 20 alunni dove ne dovremmo mettere 30. Si tratta di una dicotomia materialmente insuperabile”.

La responsabilità non può ricadere sui dirigenti scolastici

“A questo – rimarca la numero due di ANP Lazio – si sommano i nodi non risolti. Dal tracciamento fino all’aumento dei casi positivi negli istituti. Cosa che comporta disservizi per l’organizzazione scolastica per l’indisponibilità di docenti”.

“Chiediamo di avere soluzioni a portata di mano – conclude la vice presidente di ANP Lazio -. Per superare la dicotomia tra distanziamento e necessità prevista di far tornare tutti gli studenti. E che davanti a situazioni di non accoglienza di parte dei ragazzi in classe le responsabilità non ricadano sui dirigenti scolastici”.

https://www.romatoday.it/politica/scuole-superiori-presenza-problemi-distanza.html

Per approfondire