Scuole di Roma, educatrici sotto al Campidoglio il 4 settembre contro Gualtieri: “Servono 500 assunzioni, stop precariato”
Roma, la scuola comunale torna in piazza contro la Giunta Gualtieri perché educatrici e insegnanti chiedono 500 contratti a tempo indeterminato e lo scorrimento completo delle graduatorie. Il nuovo presidio è convocato per venerdì 4 settembre, dalle 15 alle 18, in piazza del Campidoglio. Il messaggio è diretto: nidi e scuole dell’infanzia non possono continuare a dipendere dal precariato.
La protesta arriva sotto Palazzo Senatorio
La mobilitazione riporta davanti al Comune una vertenza che attraversa da anni i servizi educativi di Roma. Le lavoratrici chiedono un piano straordinario, almeno 500 assunzioni immediate e l’esaurimento delle graduatorie esistenti. Non reclamano soltanto un posto stabile: sostengono di essere già parte essenziale del sistema, chiamate attraverso supplenze e contratti a termine per garantire ogni giorno la continuità nelle strutture.
Perché le lavoratrici non si fermano
Il problema, secondo le promotrici della protesta, è che quelle assunzioni non avrebbero chiuso la stagione del precariato. Le graduatorie formate dopo le precedenti selezioni continuano a comprendere numerose idonee, molte delle quali lavorano da anni per il Comune senza una stabilizzazione. Il ricorso sistematico alle supplenze diventa così il centro dell’accusa politica: se il personale precario è indispensabile per aprire le strutture, perché non trasformare quel fabbisogno in occupazione stabile?
Il timore del nuovo concorso
Ad alimentare la preoccupazione è anche la prospettiva di nuove procedure concorsuali. Le lavoratrici temono che altri bandi possano partire prima dell’esaurimento delle graduatorie ancora valide, riducendo le possibilità di chi ha già superato una selezione e maturato esperienza nei servizi capitolini. Il Comune ha assicurato in passato che le graduatorie saranno utilizzate fino alla scadenza, ma la richiesta della piazza è più ambiziosa: non soltanto utilizzarle, bensì assorbire progressivamente tutti gli idonei.
La scuola presenta il conto a Gualtieri
La protesta del 4 settembre apre dunque una crepa nella narrazione positiva costruita dalla Giunta sulle assunzioni. I contratti sottoscritti restano un risultato concreto, ma non cancellano la presenza di lavoratrici ancora sospese tra una chiamata e l’altra. Ora il Campidoglio dovrà chiarire se esistano margini finanziari e amministrativi per altre 500 stabilizzazioni e quale sia il futuro delle graduatorie.
Per Gualtieri la questione non è più soltanto sindacale. Riguarda la credibilità di un sistema educativo che promette continuità ai bambini e alle famiglie, ma che, secondo chi manifesterà in Campidoglio, continua ad affidarne una parte importante a personale senza certezze. Il 4 settembre le educatrici chiederanno che agli annunci segua l’ultimo passaggio: trasformare il lavoro necessario in lavoro stabile.