Se Gualtieri non conferma il ‘Sì’ all’Inceneritore Acea, Azione resta fuori dal Campo Largo


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Se Roberto Gualtieri rimettesse in discussione l’inceneritore Acea di Santa Palomba, l’intesa con Azione per le elezioni di Roma del 2027 rischierebbe di saltare. Alessio D’Amato – ex candidato governatore del Lazio per il centrosinistra unito nel 2023 poi sconfitto dall’uscente Rocca – lo ha ribadito in chiare note a Repubblica e a Fanpage. Non è un ultimatum formale, ma un’indicazione politica precisa: quella scelta avvicina il partito al sindaco e rende complicato un eventuale arretramento nella trattativa per il bis.

D’Amato rivendica la scelta

Per il segretario romano di Azione, il confronto parte dal programma. D’Amato ricorda che l’impianto figurava già nelle proposte di Calenda e che Gualtieri le ha fatte proprie. Poi avverte: «Questo approccio è per noi fondamentale: se venisse meno, il ragionamento si farebbe più complicato».

La frase riguarda l’impostazione amministrativa complessiva, non soltanto l’inceneritore. Ma chiarisce quanto pesino le scelte concrete nella costruzione dell’alleanza: l’appoggio al sindaco non è un assegno in bianco.

Azione vuole andare avanti

Il sostegno all’inceneritore Acea non nasce alla vigilia delle trattative elettorali. Nella nota diffusa all’avvio dei lavori, il 15 maggio, D’Amato e i consiglieri capitolini Flavia De Gregorio e Antonio De Santis chiedevano di procedere rapidamente, annunciando vigilanza sui tempi e sulla qualità dell’opera.

Azione presentava l’impianto come uno strumento per completare la gestione dei rifiuti di Roma e ridurre i trasferimenti fuori città. Una posizione rivendicata, non un compromesso subito.

Il M5S resta sul fronte opposto

Il Movimento 5 Stelle, al momento, risulta fuori dalla lista dei partiti che sostengono il Gualtieri bis, esattamente come Azione. I grillini continuano a combattere l’impianto, a dire ‘NO’. Il 5 ottobre Adriano Zuccalà, capogruppo M5S in Regione LAzio, ha ribadito – in un corteo che ha sfilato per i lcentro di Roma. la contrarietà e annunciato battaglia nelle sedi regionali. Virginia Raggi ha sollecitato verifiche sul cantiere attraverso un’interrogazione capitolina e vari e pesa.ni esposti alla Corte dei Conti. Carlo Colizza, coordinatore regionale pentastellato, aveva già firmato nel 2023 una mozione contro la sua realizzazione. Iniziative diverse, che non equivalgono a un nuovo veto congiunto all’alleanza, ma documentano una distanza politica che Gualtieri non può ignorare.

Il campo largo diventa minato

Il sindaco Gualtieri, intanto, il suo sì lo ha già pronunciato: il cantiere è partito. Adesso deve fare i conti con due possibili interlocutori, Azione e M5S, entrambi assenti dal tavolo della coalizione del 13 ottobre. L’opera che favorisce l’avvicinamento del primo alimenta lo scontro con il secondo. È qui che il progetto del bis incontra la sua contraddizione: Gualtieri cerca di allargare l’alleanza, ma sull’inceneritore Acea il campo è già minato.