Sfratto per una mamma con figlia disabile. L’ira dell’Unione inquilini.

Sfratto a gennaio. Questo il dramma che sta vivendo Maricica.  Una donna e una mamma sola. Separata dal marito e senza fissa occupazione. Che aspetta da oltre 10 anni la casa popolare. Un sogno, anche con un altissimo punteggio in graduatoria. Perché a Roma gli alloggi per la povera gente non ci sono. O forse sì, ma solo per gli amici degli okkupanti di professione. Ma quella ovviamente è un’altra storia. Intanto, per chi rispetta la legge la graduatoria non scorre mai. E i problemi spesso diventano emergenze sociali.

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Prima dello sfratto il buono casa. Ma ora è tutto sospeso

La donna era riuscita a ottenere, nel 2016, il buono casa dal comune di Roma. Per sostenere il peso di un canone da 817 euro al mese. L’appartamento, sulla via Casilina nel V municipio, è stata un’ancora di salvezza per Maricica. Con alle spalle una storia di vita difficile, fatta anche di un periodo in un centro antiviolenza. Ma poi si è fermato tutto. Ed è arrivato lo sfratto.

Nel 2020 infatti, i 700 euro erogati dal Campidoglio vengono revocati. “E’ successo un anno prima dello sfratto – racconta – arrivato intorno a giugno 2021. Non so perché interruppero il bonus, ma quando mi sono rivolta all’Unione Inquilini hanno dimostrato l’errore ed è stato riattivato. Purtroppo però è stato fatto troppo tardi, perché il proprietario nel frattempo aveva già ottenuto l’ordinanza di sfratto. Nonostante io avessi sempre corrisposto regolarmente la differenza di 117 euro tra il canone richiesto e il contributo comunale”.

La domanda per un alloggio Erp risale al 2012

Maricica, però, avrebbe anche diritto ad un alloggio popolare. La domanda è stata fatta con il bando Erp 2012 e Unione Inquilini ha chiesto l’aggiornamento del punteggio a maggio 2021. Una delle due figlie, 24 anni, è invalida al 100% in seguito a un’operazione alla testa resasi necessaria da un aneurisma. Il nucleo, quindi, dovrebbe ottenere ulteriori 16 punti e schizzare così a 47 totali. Che lo collocherebbe tra la decima e la diciottesima posizione nella graduatoria delle famiglie con 2-3 componenti, su oltre 5.300 richiedenti. “Non voglio che mia figlia subisca ancora un trauma – implora Maricica -. È molto debole, voglio evitare che si agiti ed entri nel panico. Adesso grazie all’avvocato Guido Lanciano sto cercando di risolvere questa situazione. Non posso andare ad occupare una casa, siamo 3 donne, ho paura. Voglio una casa dignitosa, che mi spetta di diritto”.

Unione Inquilini: “Non accettiamo rinvii e rimbalzi di responsabilità”

“In questa storia c’è tutta la lotta nostra e dei romani per bene – commenta Fabrizio Ragucci di Unione Inquilini -. Il comune di Roma non può continuare ad ignorarla. Maricica ha diritto di ottenere subito una casa popolare, perché è la legge a prevederlo. Non possiamo accettare rinvii e rimbalzi di responsabilità, mentre i cittadini finiscono in strada a causa dell’inerzia colpevole della giunta”. Anche perché a giugno scorso la giunta capitolina ha fatto sue le norme regionali sull’aumento della quota (al 35%) che l’ente può riservare, nella graduatoria Erp, a chi si trova in condizioni di grave disagio abitativo. E Maricica per Unione Inquilini rientra in uno di questi casi: sotto sfratto, sola, disoccupata, con una figlia disabile.

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