Spiagge di Ostia, il ‘bando della legalità’ di Gualtieri inciampa su 7 rettifiche: graduatoria riscritta dal Tribunale. La stagione 2027 è già un rebus

Ostia, la spiaggia di Roma, in primo piano il sindaco Gualtieri

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Ostia, il bando classe 2025 delle spiagge di Roma presentato dalla Giunta Gualtieri (primi tra tutti sindaco e assessore al Patrimonio Zevi, oltre al mini-sindaco municipale Falconi) nel segno della “legalità e della trasparenza” ha perso già sette pezzi perché gli stessi atti capitolini ricostruiscono altrettante rettifiche che hanno interessato vari lotti-stabilimenti (A17, A4, A5-A8-A25, A23 e A21), come il Nuovo 7 Colli è in grado di dimostrare, carte alla mano.
L’ultimo colpo è arrivato a fine luglio dal TAR, che ha ribaltato l’assegnazione del C., seguito pochi giorni dopo (a inizio agosto) dalla doppia correzione della graduatoria da parte del Campidoglio.

Il TAR cancella dodici punti

La sentenza del TAR Lazio numero 13892 è stata pubblicata il 30 luglio. I giudici hanno annullato l’aggiudicazione del lotto A23 e ordinato di rideterminare la graduatoria, cancellando dodici punti alla società inizialmente classificata prima: dieci per l’assenza della prevalenza under 35 richiesta dal bando e due per la mancanza dei presupposti sostanziali della certificazione sulla parità di genere.

La precedente vincitrice è così scesa da 85,59 a 73,59 punti, finendo dietro al C., rimasto a 74,38. Il TAR ha invece respinto le contestazioni contro l’intera gara-ponte e contro il sistema delle royalty. La sentenza integrale colpisce dunque l’attribuzione dei punteggi, non annulla tutto il bando.

Due rettifiche rimaste quasi sottotraccia

Il 3 agosto il Campidoglio ha eseguito la sentenza, proclamando il C. vincitore. Due giorni dopo è intervenuto sulla C., altro stabilimento. Le riaperture degli stabilimenti sono state raccontate dalla stampa locale, ma è rimasto quasi invisibile il contenuto delle due determine del Campidoglio di rettifica e, soprattutto, il ragionamento con cui Roma ha corretto il secondo lotto senza attendere una nuova sentenza.

La determina sul C. applica direttamente la decisione del TAR. Quella sulla C. rappresenta invece una vera retromarcia amministrativa.

La concessione rilasciata e poi revocata

Nel lotto A21 la commissione aveva attribuito dieci punti per il carattere giovanile dell’impresa considerando l’età under 35 dell’amministratore unico. Il bando, però, richiedeva la prevalenza giovanile nella proprietà e nel controllo della società.

Dopo la sentenza sul C.o, il responsabile della procedura e l’Avvocatura capitolina hanno valutato come probabile una nuova sconfitta davanti al TAR. Il Comune di Roma ha quindi tolto i dieci punti, portando la precedente vincitrice da 80,90 a 70,90 e facendo salire la Capannina, che aveva ottenuto 77,14.

La determina QC/2470/2026 revoca anche la concessione rilasciata il 26 giugno. Il documento precisa che non era ancora avvenuta la formale consegna dell’area.

Non sono soltanto due stabilimenti

Il dato politicamente più pesante è nascosto nella cronologia degli atti. Le determine capitoline ricordano precedenti rettifiche riguardanti il lotto A17 nel dicembre 2025, A4 nel febbraio 2026 e A5, A8 e A25 nell’aprile successivo. Sommando C. e C., sono almeno sette i lotti passati attraverso distinti provvedimenti correttivi di reffitica.

Non tutte le modifiche hanno la stessa gravità: alcune possono derivare da refusi o ragioni differenti. Ma il numero smentisce l’immagine di una macchina amministrativa filata senza intoppi, rivendicata politicamente dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore al Patrimonio Tobia Zevi.

Sul 2027 arriva la resa dei conti

Le concessioni valgono per la stagione 2026, ma il bando consente al Campidoglio di riassegnarle agli stessi operatori per altre due stagioni. Non è un rinnovo automatico: serviranno nuovi atti, la verifica degli obblighi e graduatorie ormai depurate dai punteggi cancellati.

Il Comune dovrà soprattutto chiarire se abbia ricontrollato i requisiti under 35 e le certificazioni di tutti i concorrenti. In caso contrario, le assegnazioni del 2027 potrebbero alimentare nuovi ricorsi. Sullo sfondo incombe inoltre la procedura definitiva richiesta dalla normativa nazionale entro il 2027.

Gualtieri e Zevi non hanno personalmente attribuito i punteggi: questa responsabilità appartiene alla struttura amministrativa e alla commissione. Ma resta tutta politica la responsabilità di aver presentato il bando come la svolta della legalità, mentre le graduatorie continuavano a essere corrette. Ora il mare di Roma aspetta una risposta: quali concessioni verranno confermate nel 2027 e dopo quali nuovi controlli di legalità e trasparenza?