Spin Time, dopo il corteo restano tre ‘segreti’: prezzo d’acquisto, perizia e costo dell’accoglienza temporanea


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Dopo il corteo per Spin Time, la prova dei fatti passa ora dai documenti che il Campidoglio non ha ancora reso pubblici: il prezzo proposto per acquistare l’immobile, la perizia sul suo valore e infine il costo complessivo dell’accoglienza temporanea degli ex occupanti che il Campidoglio non ha rivelato nemmeno alla Commissione Trasparenza, come da noi raccontato nei giorni scorsi. La manifestazione del 19 settembre ha riportato la vertenza al centro della politica romana, ma non risulta aver prodotto un accordo definitivo con la proprietà.

La trattativa resta senza prezzo

Roma ha avviato il confronto per acquistare l’ex palazzo Inpdap di via di Santa Croce in Gerusalemme, evacuato dopo l’incendio del 29 luglio. Secondo quanto riportato dalla Rai, una prima proposta del Comune sarebbe stata respinta dalla proprietà, riconducibile a un fondo gestito da Investire SGR. Le interlocuzioni sarebbero proseguite, ma non risultano pubblicati né l’importo offerto dal Campidoglio né l’eventuale controproposta ricevuta.

La perizia ancora non si vede

Per stabilire il valore dell’edificio, Roma Capitale avrebbe coinvolto l’Agenzia delle Entrate. Anche su questo passaggio, però, manca il dato decisivo: non è stato comunicato se la valutazione sia stata completata e quale cifra sia stata indicata. La stampa ha riportato una stima vicina ai 40 milioni di euro, attribuita a un esperto, ma non si tratta del prezzo ufficiale della trattativa né della perizia richiesta dal Comune.

Centoventisette nuclei da sistemare

Prima dell’incendio, Spin Time ospitava circa 400 persone. Il Campidoglio ha parlato di 127 nuclei familiari e ha annunciato di aver individuato per tutti soluzioni temporanee, avviando anche le prime assegnazioni di alloggi ERP. Resta tuttavia da conoscere il quadro completo: quante persone siano ancora ospitate in alberghi, residence o strutture religiose, quante abbiano ricevuto una casa popolare e quanto dureranno le diverse sistemazioni.

La Commissione Trasparenza senza il conto finale

Il nodo dei costi era già emerso il 16 settembre in Commissione Trasparenza. In quella sede il Campidoglio aveva indicato 289 persone ancora inserite nelle diverse soluzioni di accoglienza, senza però presentare un rendiconto unitario delle spese sostenute. La Direzione Politiche dell’Abitare sociale non partecipò alla seduta, mentre la Protezione civile spiegò che i dati erano ancora distribuiti tra più uffici e dovevano essere raccolti. Tra le poche cifre disponibili figurava un affidamento da 39.901,32 euro, Iva compresa, per il portierato della Palazzina Terenzi al Divino Amore. Separato dai costi comunali resta il contributo volontario fino a 500mila euro annunciato da Investire SGR. Il quadro emerso dalla Commissione conferma quindi il problema: le singole spese affiorano, ma il costo complessivo dell’emergenza non è stato ancora reso pubblico.

Il conto pubblico resta incompleto

La proprietà aveva annunciato una disponibilità fino a 500mila euro per sostenere l’accoglienza temporanea. Separatamente, alcuni giornali hanno riferito di spese comunali già vicine al mezzo milione. È stata inoltre sollevata la questione del residence di Casal Lumbroso, ma le cifre circolate non possono essere imputate automaticamente e integralmente agli ex occupanti di Spin Time senza conoscere contratti, presenze effettive e durata del servizio.

Dopo il corteo servono gli atti

Il corteo ha certamente aumentato la pressione politica: migliaia di persone hanno attraversato Roma, mentre gli organizzatori hanno rivendicato 50mila partecipanti e oltre 200 adesioni. Ma la mobilitazione non ha ancora sciolto i nodi economici dell’operazione. Non risultano pubblicati un prezzo concordato, un preliminare di vendita, una delibera di acquisto o un piano finanziario comprensivo degli eventuali lavori necessari per recuperare il palazzo.

La prova decisiva per il Campidoglio

Il punto non è soltanto decidere se salvare l’esperienza sociale di Spin Time. Il Campidoglio deve spiegare quanto costerebbe riportare l’immobile nella disponibilità pubblica, quanto sia stato già pagato per l’emergenza e secondo quali procedure siano stati ricollocati gli ex occupanti. Dopo la piazza, la trasparenza diventa la vera prova politica per la Giunta Gualtieri: senza numeri e atti, la trattativa resta sospesa tra promessa sociale e impegno economico ancora impossibile da misurare.