Spin Time, Gualtieri forza i tempi per comprarlo: perizia in soli 2 mesi. Gli ex occupanti restano in presidio permanente
Roma, la Giunta Gualtieri accelera sull’acquisto di Spin Time, non molla la presa, nonostante i molti attacchi politici dell’opposizione, e anzi vuole ottenere in appena due mesi la valutazione dell’immobile dall’Agenzia delle Entrate, anziché nei canonici cinque o sei mesi, mentre gli ex occupanti abusivi, ormai sistemati temporaneamente altrove, annunciano che il presidio davanti al palazzo non verrà smobilitato fino almeno al prossimo 19 settembre, giorno del corteo nel corso del quale sempre gli ex occupanti abusivi hanno annunciato a mezzo stampa di voler recarsi in protesta fin sotto la sede della società proprietaria dell’immobile, la SGR. È questo, in soldoni, quanto si vocifera nei corridoi del Campidoglio. Ultimo paradosso della vicenda di via Santa Croce in Gerusalemme: lo stabile è vuoto e sotto sequestro, ma la battaglia politica di Gualtieri e della sua Giunta per riportarci la ‘comunità’ continua.
Gualtieri accelera: perizia in due mesi
La novità è stata diffusa per le vie brevi oggi, 25 agosto, dopo un incontro turbolento di ieri pomeriggio tra Giunta Gualtieri e SGR. Roma chiederà all’Agenzia delle Entrate di comprimere da circa cinque-sei mesi a al massimo soli due mesi i tempi necessari per stimare il valore del palazzo di dieci piani.
Investire Sgr, che gestisce il fondo proprietario, dovrà consentire ai tecnici di entrare nell’immobile. Attenzione però: due mesi non significa acquisto concluso entro ottobre. È la perizia che Gualtieri vuole accelerare. Prezzo e procedura definitiva devono ancora essere stabiliti.
Gli ex occupanti hanno un tetto, ma restano davanti al palazzo
Nel frattempo tutte le persone costrette a uscire da Spin Time dopo l’incendio del 29 luglio hanno trovato, secondo quanto riferito dal Campidoglio nelle ultime ore, una sistemazione temporanea. Ma il presidio resta. Gli attivisti hanno annunciato di voler installare sette gazebo pavimentati sulle strisce blu davanti all’edificio, dal lunedì al venerdì, chiedendo anche l’occupazione della strada nei fine settimana almeno fino alla manifestazione nazionale del 19 settembre. La richiesta è ancora in via di definizione con il Comune.
A Roma restano decine di occupazioni: perché Spin Time è diverso?
È qui che la linea politica di Gualtieri apre inevitabilmente una domanda. Perché Spin Time sì e gli altri no? Secondo il quadro più recente della Prafettura di Roma, a Roma restano circa 40 edifici da liberare, dei quali 19 considerati prioritari proprio dal piano della Prefettura. Spin Time era uno dei casi inseriti nel dossier degli sgomberi e sull’immobile gravava già un sequestro preventivo disposto dalla magistratura.
Naturalmente ogni occupazione ha storia, proprietà, abitanti e condizioni differenti. Ma l’occupazione senza titolo resta tale. E allora la questione diventa politica: chi stabilisce quale esperienza abusiva meriti di essere trasformata in un progetto pubblico e quale, invece, debba semplicemente essere sgomberata?
La scelta l’ha fatta il Campidoglio
Una risposta esiste già negli atti. Nel Piano strategico per il diritto all’abitare, Roma indicava espressamente già nel lontano 2023 Spin Time e il MAAM come immobili sui quali avviare studi di fattibilità per il recupero, descrivendoli come possibili modelli delle nuove politiche abitative. Il Comune spiegava contemporaneamente di voler trasformare situazioni di illegalità in percorsi di legalità e rigenerazione. È dunque una scelta politico-amministrativa precisa, maturata ben prima dell’incendio di luglio.
Il punto controverso è proprio questo: Spin Time viene trattato dal Campidoglio non come una semplice occupazione da chiudere, ma come un’esperienza da salvare e regolarizzare. Ma perchè la Giunta Gualtieri, allora, s’è svegliata solo ora? SOlo dopo il pericoloso incendio di fine luglio? Non avrebbe dovuto/potuto procedere per tempo e non sull’onda della s’solita’ emergenza umanitaria a spese dei romani?
Il palazzo potrebbe valere circa 40 milioni
Poi, a proposito di spese, arriva il conto. Non esiste ancora una valutazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, ma nelle ricostruzioni pubblicate nelle scorse settimane il valore dell’immobile è stato stimato attorno ai 40 milioni di euro. È proprio per evitare di trattare sulla base di cifre giornalistiche che il Comune vuole una perizia pubblica. Investire Sgr si è detta disponibile alla vendita diretta, ma a prezzi di mercato.
E l’acquisto sarebbe soltanto l’inizio. Roma ha già prospettato interventi di messa in sicurezza dell’edificio e degli impianti, con l’obiettivo dichiarato di rendere nuovamente utilizzabili spazi per circa 120 persone nell’arco di 60-90 giorni. Il costo complessivo della ristrutturazione, però, non è stato ancora quantificato pubblicamente: qualsiasi cifra oggi sarebbe una stima, non un dato certo.
E lo Stato deve già pagare oltre 21 milioni
Sul palazzo grava intanto un altro conto enorme. Con sentenza del Tribunale civile di Roma il ministero dell’Interno è stato condannato a versare alla proprietà 21.182.118,50 euro, oltre agli interessi, per il mancato sgombero. A questa somma si aggiungevano 206.932,53 euro al mese da gennaio 2026 fino alla liberazione dell’immobile e altri 150mila euro per un mancato guadagno.
Non sono soldi del Campidoglio: il debitore è il Viminale. Ma sul piano della finanza pubblica il quadro resta impressionante. Prima il maxi risarcimento imposto allo Stato, poi l’eventuale acquisto da parte di Roma Capitale, quindi i lavori necessari per recuperare l’edificio.
Spin Time, il conto politico arriva a Gualtieri
Ed è qui che il caso supera definitivamente via Santa Croce in Gerusalemme. Uno stabile occupato abusivamente dal 2013, destinatario di un provvedimento giudiziario mai eseguito, può trasformarsi adesso in un immobile acquistato dalla stessa mano pubblica e destinato a salvaguardare proprio l’esperienza nata dall’occupazione.
Gualtieri può rivendicare una scelta sociale. Ma resta una domanda che il Campidoglio non può liquidare come propaganda: se a Roma esistono ancora decine di immobili occupati, con quale criterio si decide che alcuni devono essere liberati e altri, invece, acquistati, ristrutturati e consegnati a un progetto di rigenerazione?
Spin Time oggi ha ottenuto una cosa che molti altri non hanno: una corsia politica preferenziale. Ora Gualtieri vuole persino accelerare la perizia. E mentre il Comune corre verso l’acquisto, gli ex occupanti non lasciano neppure il marciapiede.