Spin Time, la proprietà gela la Giunta Gualtieri: niente rientro degli ‘occupanti’, ma ‘Sì’ alla vendita. Roma con quali soldi comprerà?

Sullo sfondo, l'ingresso dello Spin Time, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore Patanè

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Rima, il rientro rapido degli ex occupanti abusivi nello Spin Time – auspicato dall’Amministrazione dem Gualtieri – salta perché l’immobile, secondo la società che gestisce il Fondo proprietario, non offre oggi le necessarie condizioni di legalità, sicurezza e agibilità; resta invece aperta la strada della vendita a Roma, quella su cui il sindaco Roberto Gualtieri continua a puntare, da circa – così viene ventilato sulla stampa romana – 40 milioni di euro pubblici. Ed è proprio qui che la vicenda cambia pelle: superata l’emergenza delle ultime ore, il problema diventa economico. Quanto costerà il palazzo e, soprattutto, con quali soldi lo comprerà il Campidoglio?

Spin Time, salta l’accordo per il rientro immediato

Investire SGR, gestore del Fondo Immobili Pubblici nel cui patrimonio rientra l’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme, ha messo nero su bianco il proprio no alla soluzione-ponte ipotizzata dal Campidoglio. Dopo il sopralluogo del 5 agosto e il confronto con consulenti tecnici e legali, la società sostiene che non esistano le condizioni per consentire l’utilizzo dell’edificio nemmeno temporaneamente.

L’incendio dei giorni scorsi ha portato all’evacuazione e l’immobile è inoltre sottoposto a sequestro dell’autorità giudiziaria. Secondo Investire SGR, dopo circa tredici anni di occupazione e di carenze manutentive non sarebbe possibile escludere rischi di nuovi incendi, incidenti o esposizione a materiali nocivi. Il ritorno rapido prospettato dal Comune, quindi, per ora è fuori gioco.

Il no non riguarda però la vendita

Qui arriva la novità politica più importante. Investire SGR non ha chiuso la porta all’acquisto da parte di Roma. Al contrario, nella nota diffusa nella serata del 6 agosto conferma la disponibilità a proseguire il confronto istituzionale qualora il Campidoglio compia i passaggi necessari per formulare una vera proposta impegnativa.

La società pone però condizioni precise: procedure regolari, valori di mercato e tutela degli interessi dei partecipanti al Fondo. Tradotto: niente scorciatoie per far rientrare prima gli occupanti, ma possibilità concreta di sedersi al tavolo per vendere il palazzo al Comune.

La proposta di Gualtieri prevedeva proprio l’acquisto, accompagnato da un accordo transitorio che avrebbe permesso a Roma di entrare prima nel possesso dell’edificio, eseguire i lavori urgenti e ricollocare progressivamente una parte delle persone evacuate. È questa seconda parte ad essere saltata.

Gualtieri vuole comprare: ma quanto costa?

Ed è adesso che per il Campidoglio comincia la partita più difficile. Perché acquistare Spin Time significa utilizzare denaro pubblico e, al momento, non risulta ancora un atto definitivo che stabilisca il prezzo dell’immobile, la somma che Roma è pronta a offrire e la relativa fonte di finanziamento.

La domanda non è secondaria. Roma ha già programmato per il 2026 un massiccio piano di acquisizione di immobili da destinare all’edilizia pubblica: il bilancio capitolino prevede 250 milioni complessivi, 200 milioni dei quali soltanto nel 2026, per acquistare oltre mille alloggi. Ma finché non esisterà un provvedimento specifico sullo Spin Time non è possibile affermare che quelle risorse possano o debbano finanziare questa operazione.

Roma ha appena spostato in avanti 52,8 milioni di mutui

A rendere politicamente esplosiva la questione è soprattutto il momento finanziario scelto per immaginare l’acquisto.

Con la deliberazione della Giunta capitolina del 9 aprile scorso Roma ha aderito alla rinegoziazione dei prestiti proposta da Cassa Depositi e Prestiti. La misura riduce fortemente le quote capitale da pagare sulle posizioni interessate tra il 30 giugno 2026 e il 31 dicembre 2027. Non significa che Roma abbia cancellato i propri debiti: significa che ne alleggerisce temporaneamente il rimborso per ottenere maggiore spazio di bilancio nell’immediato.

Per Roma il beneficio finanziario nel biennio è stato quantificato in circa 52,8 milioni di euro, di cui circa 25,6 milioni nel 2026 e 27,1 milioni nel 2027. Ma l’operazione comporta anche circa 14,6 milioni di maggiori interessi lungo la vita dei finanziamenti da pagare a partire da gennaio 2028. Soldi disponibili prima, dunque, in cambio di un costo finanziario più alto negli anni successivi a carico dei romani.

Prima si libera cassa, ora si pensa a un altro immobile

È questo il cortocircuito politico che Gualtieri dovrà chiarire.

Da una parte il Campidoglio sfrutta una rinegoziazione nazionale dei mutui per comprimere nell’immediato le quote capitale e liberare decine di milioni nel 2026 e nel 2027. Dall’altra valuta di mettere sul tavolo un nuovo acquisto immobiliare di dimensioni ancora sconosciute.

L’operazione Spin Time può essere considerata dal sindaco una scelta di politica abitativa e sociale. Ma proprio per questo non può restare sospesa nel terreno delle intenzioni. Servono prezzo, perizia, copertura finanziaria e destinazione futura del palazzo.

E serve soprattutto sapere se l’acquisto verrà finanziato con risorse già stanziate, con nuovo indebitamento, attraverso rimodulazioni di bilancio oppure sacrificando altri investimenti.

Il conto politico arriva adesso

La vicenda Spin Time, quindi, non finisce con il mancato accordo del 6 agosto. Comincia una fase persino più delicata.

La proprietà ha escluso il rientro immediato nell’immobile ma ha lasciato spalancata la porta alla cessione. Ora la palla passa interamente al Campidoglio. Gualtieri vuole salvare l’esperienza di Spin Time attraverso l’acquisizione pubblica dell’edificio: è una scelta politica legittima, ma una scelta politica che deve avere un prezzo trasparente e una copertura pubblica di carateere economico: quale?

Perché Roma può decidere di comprare Spin Time. Può ritenerlo strategico. Può trasformarlo in uno strumento delle proprie politiche abitative.

Ma dopo aver alleggerito per diciotto mesi il pagamento delle quote capitale di una parte dei mutui, spostando una porzione del peso finanziario negli anni successivi, il sindaco dovrà spiegare una cosa molto semplice ai romani: quanto costerà Spin Time e da quale capitolo arriveranno i soldi?

Fino a quando questi numeri non compariranno negli atti, il progetto resta politicamente legittimo ma finanziariamente senza un conto pubblico.