Stadio della Roma a Pietralata, il TAR boccia il ricorso sugli alberi: via libera ai sondaggi, ma resta il ‘nodo bosco’

Roma, il rendering di come sarà il nuovo stadio della Roma a Pietralata, fonte as Roma

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Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata supera un altro passaggio delicato davanti alla giustizia amministrativa: il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato da cittadini e comitati contro l’autorizzazione rilasciata da Roma per l’abbattimento di 26 esemplari arborei nell’area interessata dai sondaggi archeologici preventivi. Una decisione che non chiude l’intera partita dello stadio, ma rafforza il percorso amministrativo fin qui seguito dal Campidoglio e da A.S. Roma.

La battaglia sugli alberi

Al centro dello scontro non c’era ancora il cantiere vero e proprio dello stadio, ma una fase preliminare: le indagini geognostiche, ambientali e archeologiche necessarie per andare avanti con il progetto. Per eseguirle, A.S. Roma aveva chiesto il via libera all’abbattimento di alcuni alberi. I ricorrenti contestavano l’atto sostenendo che l’area avesse caratteristiche ambientali meritevoli di tutela rafforzata, con possibile presenza di habitat forestali e vincoli boschivi.

Il punto decisivo: dove sono avvenuti i tagli

Il TAR ha però scelto una strada molto concreta: guardare alle particelle catastali e verificare dove fossero stati effettivamente eseguiti gli abbattimenti. Secondo i giudici, i tagli già effettuati hanno riguardato 12 esemplari nella particella 95. Le aree considerate più sensibili, in particolare le particelle 89 e 287, non risultano invece interessate dagli abbattimenti, perché lì è ancora in corso una ricognizione sulla possibile presenza di area boscata.

Il ricorso cade, ma i comitati restano legittimati

La sentenza contiene anche un passaggio importante per i comitati. Il TAR respinge l’eccezione di Roma Capitale e A.S. Roma sulla presunta mancanza di legittimazione dei ricorrenti. In sostanza, i giudici riconoscono che cittadini, associazioni e comitati radicati sul territorio possono agire per tutelare interessi ambientali. La loro battaglia, quindi, non viene giudicata improponibile. Viene però respinta nel merito.

Compensazioni e nuovi alberi

L’autorizzazione resta valida, ma non è un assegno in bianco. Il provvedimento prevede infatti la compensazione ambientale: agli esemplari rimossi dovranno corrispondere nuove piantumazioni, con specie indicate negli atti e garanzia di attecchimento. È un passaggio centrale perché consente al TAR di ritenere l’intervento non privo di cautele. Inoltre, se il progetto non dovesse andare avanti, la compensazione dovrà comunque essere realizzata nell’area interessata.

Il nodo bosco non è chiuso

La partita ambientale, però, resta aperta. Il TAR non dice che non esistano aree boscate a Pietralata. Dice piuttosto che è in corso una ricognizione amministrativa e che il giudice non può sostituirsi alla pubblica amministrazione prima che quel procedimento venga concluso. È qui che si giocherà un altro pezzo della vicenda: capire quali porzioni dell’area saranno riconosciute come boscate e quali effetti avranno eventuali vincoli.

Cosa cambia per lo stadio

La sentenza non equivale a un via libera definitivo alla costruzione del nuovo stadio. Non approva il progetto finale, non chiude la valutazione ambientale e non supera automaticamente tutti i nodi archeologici. Tuttavia, consente al percorso di andare avanti su un punto specifico: la legittimità dell’autorizzazione agli abbattimenti collegati ai sondaggi preliminari. Per Roma Capitale e A.S. Roma è una vittoria importante; per i comitati una sconfitta, ma non la fine della battaglia.