Stadio Flaminio, il Campidoglio ‘sgonfia’ il progetto a soli 43mila posti: Gualtieri con il cerino in mano, ‘No’ dei tifosi
Roma, il progetto del presidente Claudio Lotito per la ristrutturazione dello storico Stadio Flaminio può proseguire il suo iter, ma non così com’è stato presentato: è questo il dato centrale che emerge dal verbale conclusivo della Conferenza di Servizi preliminare indetta dal Comune di Roma e pubblicato il 14 agosto. Il procedimento avviato dal Campidoglio si è chiuso formalmente con esito positivo: nessuna delle amministrazioni coinvolte ha espresso un ‘NO’ motivato. Ma nei pareri sono contenute condizioni pesanti come macigni, paletti e prescrizioni irrevocabili che dovranno essere recepite dalla società di Lotito nelle successive fasi progettuali.
In concreto, il Flaminio da circa 50mila posti immaginato da Lotito deve ora fare i conti con la tutela della storica opera di Pier Luigi Nervi, con una copertura da ridimensionare, con il tema ancora delicato dei parcheggi e, soprattutto, con la presenza dei cantieri della Metro C nell’area fino al 2035. Non è una bocciatura, ma neppure un via libera senza condizioni: il progetto supera il primo grande passaggio amministrativo, entrando però nella fase successiva con modifiche importanti ancora da apportare.
Da 50mila a circa 43mila: il progetto comincia a restringersi
Il primo prezzo da pagare potrebbe essere quello più visibile. La proposta esaminata dalla Conferenza che si è svolta presso il Comune di Roma prevedeva nuove tribune e un incremento della capienza fino a circa 50mila spettatori, oltre a una nuova copertura anulare. Ma il parere della Soprintendenza impone di preservare la leggibilità dell’opera originaria e di intervenire sulla soluzione architettonica proposta. Secondo quanto emerso dopo il pronunciamento, la nuova configurazione imposta quindi dal Campidoglio dovrebbe ‘sgonfiare’ la capienza a soli 43mila posti, facendo venir meno il maxi anello nella forma inizialmente immaginata: decisamente poco per uno stadio di un club di serie A.
La pensilina storica del resto è considerata uno degli elementi caratterizzanti del Flaminio e la Soprintendenza chiede che continui a essere percepibile anche dall’esterno. Un altro limite riguarda la nuova copertura: la sua altezza massima dovrà rapportarsi a quella del vicino Auditorium Parco della Musica, per mantenere un corretto equilibrio tra le grandi architetture del quadrante.
Metro C, due grandi progetti che si incrociano
Poi c’è il nodo che rischia di pesare ancora di più: la Metro C. Proprio nell’area del Flaminio sono partiti i cantieri per le future stazioni Auditorium e Farnesina. La stazione Auditorium sorgerà in corrispondenza di piazza Apollodoro, accanto al PalaTiziano, mentre altre aree saranno utilizzate per la logistica di cantiere. Una presenza che obbliga il progetto dello stadio a confrontarsi con spazi, accessi, percorsi pedonali e sistemazioni esterne già interessati dalla realizzazione della metropolitana.
E soprattutto le due lancette dell’orologio non coincidono. Il Piano Economico Finanziario della Lazio colloca l’entrata in esercizio del nuovo Flaminio alla fine del 2030, mentre il cronoprogramma richiamato nella documentazione sulle interferenze porta i lavori della Metro C nell’area ben dentro il decennio successivo. Il problema, quindi, non è soltanto progettuale: bisognerà capire come rendere compatibili nel tempo due opere di enorme impatto sullo stesso quadrante.
Gualtieri, dal “bel progetto” ai problemi rimasti sul tavolo
Il dossier diventa inevitabilmente anche una questione politica per Roberto Gualtieri e la sua Giunta, a cominciare dall’assessore allo Sport, Alessandro Onorato.
Nel luglio 2024, dopo il primo incontro con Lotito in Campidoglio, il sindaco definì quella illustrata dalla Lazio un “bel progetto”, precisando però che si era ancora alle prime fasi e che sarebbe stato necessario presentare un vero studio di fattibilità. Già allora si parlava di uno stadio da circa 50mila spettatori.
Due anni dopo, le carte tecniche mostrano quanto quelle prime aperture fossero ancora lontane dai problemi concreti che oggi accompagnano il dossier: tutela monumentale, copertura, capienza, parcheggi, mobilità e sovrapposizione con una delle infrastrutture strategiche della città.
Nel frattempo proprio l’amministrazione Gualtieri ha avviato i cantieri delle stazioni Auditorium e Farnesina, presentando l’estensione della Metro C come fondamentale per recuperare il ritardo infrastrutturale della Capitale. Il Campidoglio dovrà quindi dimostrare di saper tenere insieme due progetti che insistono sullo stesso territorio e che dovranno necessariamente convivere.
E ora contro il Flaminio si schierano anche i tifosi della Lazio
Ma il fronte più delicato per Lotito è ormai quello aperto da inizio anno con una parte sempre più consistente della sua stessa tifoseria. Anche ieri 17 agosto la Curva Nord ha rilanciato la contestazione contro Lotito, mettendo esplicitamente nel mirino anche il progetto Flaminio. Il nuovo stadio, che avrebbe dovuto rappresentare una delle grandi promesse per il futuro del club, non basta a ricucire il rapporto deteriorato tra Lotito e i suoi tifosi, un rapporto che si è ormai incrinato in modo irreversibile. Nel comunicato dei tifosi è finita sotto accusa anche l’ipotesi di una Curva Nord divisa su due anelli, soluzione che gli ultrà hanno annunciato di voler contrastare.
La protesta, del resto, cresce da mesi. Prima i manifesti su Roma e provincia contro Lotito e il partito con il quale è stato eletto senatore, Forza Italia. Poi la decisione degli ultrà di non sottoscrivere gli abbonamenti per la nuova stagione, di disertare le partite casalinghe, di non rinnovare le pay tv e di colpire economicamente l’indotto legato al club, continuando invece a seguire la squadra in trasferta.
I tifosi avevano già scelto di restare fuori anche in occasione del derby perso con la Roma a maggio, mentre hanno fatto un’eccezione per la finale di Coppa Italia del 13 maggio persa malamente contro l’Inter 2-0.
Il 2 luglio, infine, la contestazione è arrivata in strada: circa 20mila tifosi hanno sfilato in corteo da Ponte Milvio verso il Flaminio contro la gestione Lotito. Ora anche il progetto del futuro stadio è entrato apertamente nello scontro tra il presidente e una parte sempre più ampia e maggioritaria del popolo biancoceleste.
Una contestazione che lo stadio non riesce più a spegnere
Lotito aveva immaginato il nuovo Flaminio come una delle grandi leve per proiettare la Lazio nel futuro. Oggi rischia invece di trovarsi davanti a un paradosso: il progetto dello stadio viene ‘sgonfiato’ e corretto dal Campidoglio proprio mentre una parte organizzata della tifoseria dice che nemmeno la promessa di una nuova casa basta più a cambiare il giudizio sul presidente e la società.
A settembre il cerino passa a Gualtieri e alla Giunta
E soprattutto il passaggio più delicato, questa volta politico, deve ancora arrivare. Il Campidoglio punta infatti a portare nei primi giorni di settembre in Giunta la delibera per il riconoscimento del pubblico interesse del progetto.
Se arriverà il via libera dell’esecutivo capitolino, lo stesso testo dovrebbe poi passare all’Assemblea Capitolina tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Solo dopo il club potrà procedere verso le successive fasi progettuali e, più avanti, verso la Conferenza di Servizi decisoria. È qui che per Gualtieri e i suoi assessori arriverà il vero cerino acceso. Perché votare il pubblico interesse significherà assumersi politicamente la responsabilità di far avanzare un progetto che ha superato il primo esame tecnico, ma porta con sé prescrizioni pesanti, modifiche ancora da definire e il rebus della convivenza con la Metro C.
Fermarsi, al contrario, significherebbe dover spiegare perché, dopo due anni di aperture e interlocuzioni con la Lazio, il Campidoglio abbia deciso di tirare il freno proprio al momento della scelta.
A settembre, insomma, il Flaminio smetterà di essere soltanto un dossier di tecnici e progettisti: la palla passerà alla politica e questa volta Gualtieri e la sua Giunta dovranno decidere da che parte calciarla.