Stadio Flaminio: slitta l’interesse pubblico, la Lazio richiamata in Campidoglio prima della Giunta

Degrado stadio Flaminio a Roma

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Roma, la dichiarazione di interesse pubblico sul progetto della Lazio per la maxi ristrutturazione dello stadio Flaminio non è arrivata nei primi giorni di settembre come inizialmente annunciato urbi et orbi dall’Amministrazione Gualtieri: prima del passaggio in Giunta, Campidoglio e società biancoceleste torneranno infatti a sedersi intorno allo stesso tavolo per verificare come il progetto sarà adeguato alle pesanti prescrizioni emerse durante la recente Conferenza dei servizi. Un nuovo passaggio tecnico che allunga, almeno rispetto alle previsioni di agosto, i tempi del primo vero via libera politico-amministrativo.

Il sì previsto a inizio settembre non è ancora arrivato

Il 18 agosto l’ipotesi indicata era chiara: delibera di pubblico interesse in Giunta nei primi giorni di settembre, seguita dal passaggio in Assemblea Capitolina tra fine settembre e inizio ottobre. Al 17 settembre, però, quel primo appuntamento non si è ancora concretizzato. La prossima settimana è invece atteso un nuovo confronto tra la Lazio e il Campidoglio, con il direttore generale Albino Ruberti, l’assessore allo Sport Alessandro Onorato e i tecnici comunali.

Il progetto non è bocciato, ma deve cambiare

Il motivo è scritto negli atti della Conferenza dei servizi preliminare, conclusa il 13 agosto. Il procedimento ha registrato determinazioni favorevoli, anche accompagnate da condizioni e prescrizioni, senza un motivato dissenso capace di fermare l’iter. Ma quel risultato non equivale all’approvazione definitiva. Le indicazioni degli enti dovranno essere recepite nelle successive fasi progettuali.

Il nodo più delicato riguarda la tutela dello storico impianto progettato da Pier Luigi Nervi, dichiarato bene di interesse storico-artistico. La Soprintendenza ha posto condizioni sulla conservazione della struttura originaria: in particolare la pensilina di Nervi deve essere salvaguardata e il nuovo intervento non può cancellare alla vista il fronte esterno del vecchio Flaminio. È proprio su queste modifiche che Lazio e Campidoglio dovranno ora fare il punto.

Da 50mila posti verso un Flaminio più piccolo, da soli 43mila, vincoli permettendo

Anche la capienza potrebbe cambiare sensibilmente. Il progetto esaminato nella fase preliminare puntava a portare lo stadio fino a circa 50mila spettatori, con ampliamento degli spalti e nuova copertura. Le successive ricostruzioni parlano invece di un impianto ridimensionato intorno ai 43mila posti, proprio per adeguare il disegno alle prescrizioni ricevute. Il dato, però, appartiene ancora alla fase di revisione progettuale e non rappresenta una capienza definitivamente approvata.

Prima il nuovo vertice, poi la Giunta

La strada resta quindi aperta, ma il calendario si è spostato. Il progetto Flaminio non è stato fermato, ma non è ancora arrivato al passaggio politico decisivo. Prima Lazio e Campidoglio dovranno verificare che le correzioni siano compatibili con le richieste della Soprintendenza e con gli altri rilievi emersi nell’istruttoria. Solo dopo dovrebbe arrivare la dichiarazione di interesse pubblico in Giunta e quindi il voto dell’Assemblea Capitolina.

Ed è qui che il nuovo faccia a faccia assume un peso particolare: dopo una Conferenza preliminare chiusa senza bocciature, il vero nodo non è più se il progetto possa andare avanti, ma quale Flaminio arriverà effettivamente davanti alla Giunta. Meno posti, una copertura ripensata e maggiori garanzie per conservare l’opera di Nervi potrebbero trasformare sensibilmente il progetto iniziale prima del primo sì politico del Campidoglio