Strade di Roma, non basta il ‘richiamo’ di Federappalti: tre gare da 2,1 milioni corrette ancora dal Campidoglio

Regione Lazio, una strada appena riasfaltata

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Roma, tre delle cinque gare stradali del Municipio IV già sospese e corrette dopo il richiamo di Federappalti hanno avuto bisogno di una nuova rettifica: viale Marx, via Giuseppe Donati e via Lucatelli-Cesana, interventi per complessivi 2,715 milioni di euro.

È questa la novità emersa dopo il primo caso esploso ad agosto e che riapre il tema della qualità dei documenti utilizzati da Roma Capitale per affidare alcuni lavori sulle strade.

Le tre procedure sono state nuovamente rettificate il 27 agosto, dopo che gli operatori economici avevano trovato altre incongruenze nei disciplinari appena aggiornati.

Il giorno dopo, altre tre gare da correggere

La prima puntata si era chiusa con cinque appalti per oltre 3,2 milioni sospesi tra il 5 e il 6 agosto. Federappalti aveva segnalato contraddizioni nelle regole sul subappalto e gli stessi atti capitolini avevano riconosciuto il rischio di creare “incertezza nella formulazione dell’offerta” e un eccessivo restringimento dei possibili concorrenti. Il Municipio IV aveva quindi riscritto capitolati e disciplinari e il 17 agosto aveva riaperto le procedure. Sembrava la fine della vicenda. Non lo era.

Tra il 25 e il 26 agosto, infatti, le imprese tornano a chiedere chiarimenti. Nei disciplinari aggiornati continuavano a comparire disposizioni sulle lavorazioni da eseguire direttamente dall’aggiudicatario — fresatura, trasporto del materiale e conglomerato bituminoso — nonostante proprio quel punto fosse stato al centro della precedente correzione. Il 27 agosto Roma Capitale interviene di nuovo: rettifica i documenti di viale Marx, via Donati e Lucatelli-Cesana e proroga nuovamente le scadenze.

Viale Marx, dopo la seconda rettifica spunta anche il “refuso”

È viale Marx a raccontare meglio quanto sia stata accidentata la procedura. L’intervento vale complessivamente 1,125 milioni di euro. Il disciplinare viene corretto il 27 agosto, ma il giorno successivo arriva un nuovo chiarimento. Un concorrente aveva rilevato importi differenti tra disciplinare e Capitolato: in quest’ultimo comparivano 905.498,18 euro e 142.155,29 euro di manodopera. Il Municipio risponde il 28 agosto spiegando di avere corretto un “refuso” nel Capitolato speciale d’appalto. Sul portale oggi il valore della procedura risulta pari a 903.448,59 euro, con 128.735,93 euro di costo della manodopera.

Non è un dettaglio secondario nella cronologia: la gara era stata già sospesa proprio per correggere gli atti, poi riaperta il 17 agosto, rettificata nuovamente il 27 e integrata con un ulteriore “esecutivo corretto” pubblicato il 28 agosto. Le offerte, inizialmente previste entro il 1° settembre dopo la prima riapertura, sono state infine spostate all’8 settembre. L’apertura di viale Marx è indicata dal portale per oggi, 16 settembre alle ore 10.

Le offerte già inviate potevano restare valide

C’è poi un passaggio particolarmente delicato. Dopo tutte queste modifiche, alcune imprese avevano già presentato l’offerta. Una di loro chiede quindi al Municipio se fosse necessario ricominciare da capo. La risposta arriva il 1° settembre: l’offerta precedentemente depositata resta valida, ma viene lasciata al singolo concorrente la scelta se annullarla e presentarne una nuova alla luce delle modifiche apportate al Capitolato e al disciplinare. Lo stesso chiarimento viene fornito anche nella procedura di via Donati.

Dagli atti consultati non emerge alcuna dichiarazione di illegittimità delle procedure né elementi che consentano di sostenere che l’esito delle gare sia stato alterato. Gli strumenti utilizzati — sospensione, proroga e rettifica — servono proprio a correggere gli atti prima dell’aggiudicazione. Il dato incontestabile, però, è la sequenza: prima cinque procedure vengono fermate dopo il richiamo di Federappalti; poi tre di quelle cinque, dopo essere state corrette e riaperte, richiedono una seconda rettifica.

Tre appalti, 2,7 milioni e una seconda correzione

I numeri danno la dimensione del caso. Viale Marx vale complessivamente 1,125 milioni, via Giuseppe Donati un milione e Lucatelli-Cesana 590 mila euro: insieme fanno 2,715 milioni. Per tutte e tre il portale ufficiale registra il 27 agosto la voce “Rettifica documentazione e proroga date della procedura”.

Intanto la procedura Donati è andata avanti: la seduta del 15 settembre, inizialmente fissata alle 10 e spostata alle 14, è stata aggiornata al 22 settembre alle 9 per la verifica dei soccorsi istruttori, come comunica il portale di Roma Capitale. Donati al 15 e Marx al 16 settembre.

La responsabilità amministrativa diretta è della struttura del Municipio IV, beneficiario indicato negli atti, e non si tratta di determine firmate personalmente dal sindaco Roberto Gualtieri. Ma la vicenda entra inevitabilmente nel quadro più ampio degli investimenti sulle strade di Roma, uno dei capitoli centrali della consiliatura capitolina.

Dopo Mister Asfalto, la domanda resta sugli anticorpi amministrativi

Il richiamo al caso “Mister Asfalto” va mantenuto su un piano rigorosamente distinto: non esiste alcun collegamento giudiziario documentato tra quell’inchiesta e queste gare. Nel procedimento giudiziario citato nel precedente articolo le accuse dovranno essere valutate nelle sedi competenti. Qui il tema è esclusivamente amministrativo.

Ed è proprio per questo che la domanda diventa più semplice: dopo una vicenda giudiziaria che ha acceso i riflettori sugli affidamenti stradali, quanto sono diventati solidi i controlli preventivi sugli atti di gara? Per queste cinque procedure il sistema ha funzionato nel senso che gli errori sono stati individuati e corretti prima dell’aggiudicazione.

Ma il dato resta: tre gare appena corrette hanno dovuto essere rettificate una seconda volta, dopo nuove segnalazioni degli operatori. È questo il nuovo capitolo che oggi gli atti ufficiali mettono nero su bianco.