Suicidio assistito, lettera choc del ministro Speranza: “Le Asl garantiscano l’eutanasia”

Speranza, positivo

Incredibile Speranza. Il ministro della Salute, rispondendo a un uomo di 43 anni che chiede il suicidio assistito, ha preso posizione affinché l’eutanasia diventi un protocollo per Asl e Regioni.

Secondo l’esponente di Leu, le Asl «devono poter attuare – e in modo omogeneo sul territorio – la sentenza della Corte costituzione. Così Speranza, in risposta all’appello di un uomo tetraplegico che chiede di poter interrompere la sua vita.

Tramite una lettera inviata al quotidiano La Stampa, Roberto Speranza è tornato quindi a parlare della necessità di una legge in materia di fine vita”. Rispondendo a un uomo di 43 anni che ieri, mercoledì 11 agosto, aveva scritto al giornale dicendo di voler morire con dignità, il ministro della Salute ha ricordato che la Corte Costituzionale «ha stabilito che una persona, qualora ricorrano i requisiti che il comitato etico competente deve verificare, ha il diritto di chiedere a una struttura pubblica del servizio sanitario l’assistenza al suicidio medicalmente assistito».

Suicidio assistito:  la protesta di Pro Vita e Famiglia

L’intervento a gamba tesa di Speranza arriva a fare da sponda alla raccolta di firme per un referendum d’iniziativa popolare sul fine vita ha già portato circa 400mila cittadini ai gazebo allestiti nelle città (ne servono 500mila entro la fine di settembre) e, con una decisione pressoché storica, da ieri è anche possibile firmare online sulla piattaforma creata dall’Associazione Luca Coscioni, oltre che nelle piazze, in molti studi di avvocati e notai e negli uffici anagrafe dei comuni italiani.

Il ministro della Salute, in questo modo, si schiera in maniera che va oltre i suoi poteri. Chissà che ne pensa Draghi. overno per «consentire l’applicazione più uniforme possibile, al di là di ogni legittima posizione politico-culturale, della sentenza della Corte Costituzionale», per Speranza è «il modo migliore di rispettare il lavoro del Parlamento, che alla Camera ha ripreso ad affrontare il tema, e più in generale di un dibattito etico e culturale che su questa materia è molto vivo nella società e che auspico possa trovare sintesi proprio nel dibattito parlamentare».

“Curare i malati costa, Speranza ha trovato il modo”

“D’altronde curare i malati costa – hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente di Pro Vita & Famiglia – e in un periodo durante il quale si devono spendere miliardi di euro per comprare dosi di vaccini per quest’anno ed i seguenti, Speranza trova più giusto tagliare le altre spese sanitarie”.

“Ma – hanno proseguito Brandi e Coghe – perché vengono alla ribalta della cronaca solo quei pochi rari casi di persone che si vogliono suicidare e non i molti casi di persone che hanno voluto vivere?”