Supplenti nelle scuole di Roma, dietrofront del Campidoglio dopo il pressing M5S: “Le supplenti tornano in partita”
Prima l’annuncio che aveva fatto tremare centinaia di supplenti. Poi le proteste, la mobilitazione, la pressione politica del Movimento 5 Stelle e della Lista Raggi. Ora il Campidoglio cambia passo. Roma ha sottoscritto un accordo con tutte le componenti del tavolo sindacale per avviare una procedura di interpello e creare nuovi elenchi municipali per le supplenze nelle scuole dell’infanzia capitoline.
Il nodo delle MAD
Il punto politico è uno: lavoratrici e i lavoratori che per anni hanno garantito il funzionamento delle scuole attraverso le MAD, le Messe a Disposizione, non spariranno automaticamente dal sistema. Potranno iscriversi ai nuovi elenchi anche coloro che, pur non avendo i titoli abilitanti previsti dalla normativa nazionale, hanno maturato esperienza concreta nelle scuole dell’infanzia di Roma Capitale. Una correzione di rotta pesante, dopo settimane di tensione.
Il pressing M5S
Nelle ultime settimane il caso era stato sollevato pubblicamente dal M5S romano, con Linda Meleo in prima linea, insieme alla galassia capitolina legata a Virginia Raggi. La battaglia politica era chiara: non cancellare con un tratto di penna professionalità utilizzate per anni dal Comune stesso. Una linea difficile da smontare, perché poggiava su un dato semplice: senza quelle supplenti, molte scuole avevano continuato a reggere tra assenze, carenze di organico e sostituzioni quotidiane.
Come funzionerà il nuovo sistema
Gli elenchi municipali non saranno il primo canale di chiamata. Il Campidoglio potrà utilizzarli solo dopo l’esaurimento delle Graduatorie Capitoline per le Supplenze e della graduatoria unica dei nidi. L’ordine sarà preciso: prima chi possiede il titolo abilitante, poi il personale che ha già lavorato nei servizi capitolini, graduato in base alle giornate svolte, infine chi ha titoli affini. Un meccanismo pensato per tenere insieme regole, esperienza e necessità operative.
La partita politica resta aperta
Il Campidoglio presenta l’accordo come un passo avanti amministrativo. Ma sul piano politico è difficile non leggerlo anche come un arretramento rispetto alla linea iniziale. Dopo le polemiche, la Giunta ha scelto di non chiudere la porta alle supplenti con esperienza. Il M5S può rivendicare di aver acceso il faro su un problema reale. Le famiglie, intanto, guardano al risultato concreto: scuole più coperte, meno sezioni scoperte e meno caos alla ripartenza dell’anno scolastico.