Tuscia assediata dagli impianti, il Governo cambia rotta: “Ora basta sfruttamento”


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Il Governo Meloni ha tirato il freno sul maxi impianto eolico previsto nella zona di Viterbo: una decisione pesante, destinata a riaccendere il dibattito politico sulla transizione energetica nel Lazio e soprattutto nella Tuscia, territorio che da anni convive con una concentrazione altissima di impianti da fonti rinnovabili. Per Luisa Ciambella, coordinatrice regionale del Movimento Lista Civica Rocca Presidente – Per il Bene Comune, si tratta di una notizia importante per l’intero territorio.

La soddisfazione di Ciambella

Ciambella accoglie con favore la scelta del Consiglio dei Ministri e ringrazia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Mauro Rotelli. Il punto politico, secondo la coordinatrice, è chiaro: non si tratta di dire no alle energie rinnovabili, ma di impedire che la transizione diventi una corsa senza regole, scaricata sempre sugli stessi territori e sulle stesse comunità.

Luisa Ciambella, coordinatrice regionale del Movimento Lista Civica Rocca Presidente – Per il Bene Comune

Luisa Ciambella, coordinatrice regionale del Movimento Lista Civica Rocca Presidente – Per il Bene Comune

La Tuscia e il peso degli impianti

La Tuscia, ricorda Ciambella, rappresenta un caso quasi unico nel Lazio: qui si concentrerebbe quasi l’80% degli impianti regionali per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una pressione cresciuta negli anni e, secondo l’esponente civica, favorita anche dalle precedenti stagioni amministrative del centrosinistra alla guida della Regione. Da qui l’affondo: oggi molti alzano la voce, ma in passato avrebbero fatto troppo poco per arginare il fenomeno.

Transizione sì, territorio no

Il messaggio politico è diretto: la transizione energetica è necessaria, ma non può trasformarsi in una colonizzazione dei paesaggi. Per Ciambella, il rischio è quello di sacrificare ambiente, agricoltura, turismo, archeologia e identità locale sull’altare di una pianificazione sbilanciata. La battaglia del Movimento Per il Bene Comune nasce da lontano, con la richiesta di una moratoria contro la proliferazione indiscriminata degli impianti e con le mobilitazioni a difesa di aree simboliche come Ferento.

La linea Rocca

Secondo Ciambella, una svolta è arrivata con l’amministrazione regionale guidata da Francesco Rocca. Pur dentro un quadro normativo complicato e segnato da contenziosi, la Regione avrebbe assunto una posizione più netta, introducendo strumenti capaci di limitare nuovi impianti nelle aree considerate sensibili. Lo stop al maxi progetto eolico diventa così anche una vittoria politica della linea del centrodestra regionale.

La battaglia continua

La partita, però, non finisce qui. Ciambella avverte che la Tuscia va difesa da ogni tentativo di sfruttamento che non tenga conto della sua storia e delle sue peculiarità. Ambiente, paesaggio, agricoltura, cultura e memoria non sono un ostacolo allo sviluppo, ma il vero patrimonio del territorio. “Difendere la Tuscia”, è il senso del messaggio, significa difendere il futuro delle prossime generazioni.