Roma, rivolta sulle case Enasarco, i residenti sfidano Gualtieri e Zevi sotto il Campidoglio: “No condomini misti”

Roma, Erp sotto il Campidoglio

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Le case Enasarco diventano un nuovo fronte caldo per la Giunta Gualtieri. I residenti sono tornati sotto il Campidoglio per contestare il piano legato all’acquisizione degli alloggi da destinare all’edilizia residenziale pubblica. Una protesta politica prima ancora che abitativa, perché tocca uno dei nervi scoperti di Roma: l’emergenza casa, certo, ma anche il metodo con cui il Comune prova ad affrontarla.

Il bersaglio: il piano ERP

Nel mirino degli inquilini c’è la manifestazione di interesse promossa dal Campidoglio. Il timore è che, dietro la formula tecnica dell’ERP, si apra una partita calata dall’alto, senza un vero confronto con chi in quegli immobili vive già. I residenti chiedono una cosa precisa: il ritiro dell’operazione e l’apertura immediata di un tavolo con la Giunta. Non un passaggio formale, ma una trattativa vera.

Gualtieri e Zevi sotto pressione

La protesta chiama direttamente in causa il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore all’Urbanistica e alle Politiche abitative Tobia Zevi. Il punto politico è semplice: Roma ha bisogno di case popolari, ma non può trasformare ogni dossier immobiliare in una prova di forza. Gli inquilini non contestano il diritto alla casa di chi è in difficoltà. Contestano l’idea che l’emergenza abitativa venga gestita senza ascoltare chi rischia di subirne gli effetti.

Il nodo dei condomini misti

Il rischio denunciato dai residenti è quello dei cosiddetti condomini misti: abitazioni private, alloggi pubblici, famiglie già presenti e nuove assegnazioni dentro lo stesso perimetro. Una miscela delicata, che senza regole chiare può generare tensioni, paura e incertezza. Per questo la richiesta di un tavolo non è un dettaglio burocratico, ma il cuore della battaglia: sapere cosa accadrà, quando, con quali garanzie e con quali tutele.

La casa come campo di battaglia

A Roma il tema dell’abitare è ormai esplosivo. Affitti alle stelle, liste d’attesa infinite, immobili vuoti, emergenza sociale e periferie sotto stress compongono un quadro pesante. Ma proprio per questo ogni scelta pubblica dovrebbe essere spiegata, condivisa, accompagnata. Se invece il Campidoglio dà l’impressione di procedere per atti amministrativi e annunci, il rischio è trasformare una misura sociale in un nuovo conflitto urbano.

La domanda politica

La questione Enasarco mette Gualtieri e Zevi davanti a una domanda secca: il Comune vuole costruire una politica abitativa condivisa o imporre un piano già scritto? I residenti chiedono il ritiro della manifestazione di interesse e un confronto diretto. Il Campidoglio, ora, deve scegliere se aprire un tavolo o lasciare che la protesta cresca. Perché sulla casa, a Roma, ogni scintilla può diventare incendio politico.