Roma, motoseghe a Villa Borghese: la Trasparenza del Campidoglio finisce di nuovo sotto accusa

Roma, abbattimento alberi, foto generata con IA

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A Villa Borghese tornano le motoseghe: questa volta nel mirino ci sono due ippocastani, indicati dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale come privi di attività vegetativa. L’intervento è fissato per il 15 giugno e viene motivato con ragioni di pubblica incolumità. Una spiegazione apparentemente lineare. Ma a Roma, ormai, ogni abbattimento riapre la stessa ferita: chi controlla davvero il destino del verde pubblico?

Sicurezza sì, ma non basta

Nessuno può sottovalutare la sicurezza. Un albero secco, in un parco frequentato da cittadini, bambini, turisti e sportivi, può rappresentare un pericolo concreto. Villa Borghese, però, non è un’aiuola qualunque: è uno dei simboli verdi della Capitale. Proprio per questo, la parola “sicurezza” non può bastare da sola a chiudere la discussione. Servono carte, spiegazioni e trasparenza prima dell’arrivo delle motoseghe.

Il Regolamento parla chiaro

Il Regolamento del Verde di Roma Capitale impone che gli interventi programmati di abbattimento siano comunicati ai cittadini con adeguato anticipo, pubblicando sul sito istituzionale avvisi e motivazioni tecniche. Il principio è semplice: prima si informa, poi si interviene. Eppure, anche in questo caso, sul portale del Comune si trova l’avviso, ma non risultano facilmente accessibili le relazioni agronomiche complete che dovrebbero spiegare nel dettaglio le ragioni del taglio.

Cittadini senza carte

Il punto è uno. Sapere che due alberi verranno abbattuti non significa poter verificare perché debbano essere abbattuti. Senza relazioni fitosanitarie, valutazioni tecniche e documenti pubblici, i cittadini non possono capire se l’intervento sia davvero inevitabile, se esistano rischi immediati o se siano state valutate alternative: consolidamenti, monitoraggi, potature selettive, messa in sicurezza dell’area. Il “fidatevi” non basta più.

La promessa delle sostituzioni

Roma assicura che gli alberi saranno sostituiti entro un anno. È un passaggio previsto e necessario, ma non risolve tutto. Un albero adulto perso oggi non viene compensato domani da una giovane pianta appena messa a dimora. Servono manutenzione, acqua, controlli e garanzie di attecchimento. Altrimenti la sostituzione resta una formula burocratica buona per chiudere il fascicolo, non per ricostruire davvero il paesaggio.

Il caso del verde romano

Da mesi cittadini, associazioni e comitati territoriali chiedono trasparenza assoluta sugli abbattimenti degli alberi pubblici. Non contestano la sicurezza. Contestano il metodo: atti difficili da trovare, comunicazioni scarne, decisioni già prese e poca possibilità di controllo preventivo, a villa Borghese come al Gianicolo, ai Fori Imperiali come a Prati e in Vaticano. Il 15 giugno i due ippocastani potrebbero sparire da Villa Borghese. Ma la domanda resterà in piedi: Roma vuole gestire il suo verde con atti pubblici e verificabili o continuare a spiegare tutto solo quando le motoseghe sono già pronte?