Vannacci prende Roma: Costituente di Futuro Nazionale e centro blindato per due giorni
Roberto Vannacci torna a Roma e questa volta non per un bagno di folla come quello dello scorso 4 giugno al Salone delle Fontane dell’Eur. Sabato 13 e domenica 14 giugno, all’Auditorium della Conciliazione, Futuro Nazionale terrà la sua Assemblea Costituente a cui parteciperanno solo delegati politici: il passaggio con cui il movimento del generale si prepara a diventare partito vero, con una struttura, una linea politica e un peso da misurare nelle urne.
Tra San Pietro e Borgo scattano i divieti
L’appuntamento avrà anche un effetto immediato sulla città. Per ragioni di ordine e sicurezza pubblica scatteranno divieti di fermata e transito, salvo autorizzati, in alcuni tratti di via della Conciliazione, piazza Pia e Borgo Sant’Angelo.
Dal bagno di folla dell’Eur alla prova vera
La Costituente arriva pochi giorni dopo l’assemblea pubblica del 4 giugno al Salone delle Fontane, all’Eur a cui hanno partecipato quasi 2mila cittadini, dove Vannacci ha incassato applausi, attenzione mediatica e una platea già da partito in campagna elettorale. Quella era la prova muscolare. Questa, invece, è la prova politica: trasformare entusiasmo, iscritti (siamo già a oltre 100mila iscritti) e presenza televisiva in organizzazione, classe dirigente e consenso stabile.
La cavalcata che agita i partiti
In pochi mesi Vannacci è passato da ‘corpo esterno’ della Lega a fattore nazionale. La fuoriuscita dal Carroccio non lo ha spento. Al contrario, lo ha liberato da una convivenza sempre più stretta e lo ha consegnato a una corsa solitaria. Sondaggi attorno al 5%, iscrizioni rivendicate sopra quota centomila, ospitate tv, interviste e titoli sui grandi giornali: il generale non è più soltanto un fenomeno da talk show.
Il grattacapo per il centrodestra
Il primo problema è nel centrodestra. Vannacci pesca nello stesso mare elettorale della Lega, parla a una parte dell’elettorato di Fratelli d’Italia e mette in difficoltà chi vorrebbe governare senza radicalizzare troppo i toni. Ignorarlo è complicato. Inseguirlo è rischioso. Allearsi con lui potrebbe essere necessario. Lasciarlo fuori potrebbe costare caro, soprattutto se Futuro Nazionale dovesse confermare i numeri dei sondaggi.
Anche il centrosinistra lo guarda
Ma il dossier Vannacci riguarda anche il centrosinistra. Perché ogni crescita del generale sposta il dibattito pubblico su sicurezza, confini, identità, Europa, immigrazione, ordine. Temi sui quali la sinistra spesso rincorre, si divide o parla a fatica al Paese profondo. Futuro Nazionale, piaccia o no, obbliga tutti a rispondere. E quando un nuovo partito costringe gli avversari a cambiare agenda, significa che un effetto politico lo ha già prodotto.
Da fenomeno a partito vero
Ora arriva il passaggio più difficile: dimostrare che non basta un leader, non bastano i numeri social, non bastano le telecamere. Serve una macchina. Serve una classe dirigente. Serve una linea capace di reggere oltre la fiammata. Vannacci arriva alla Costituente sulle ali del vento favorevole. Da lunedì si capirà se Futuro Nazionale sarà soltanto una scossa nel sistema o il nuovo grattacapo della politica italiana, di destra e di sinistra.