Roma, 29mila alberi abbattuti in quattro anni: l’associazione CURAA accusa il Campidoglio e chiede: “Verità sul verde”

Alberi, foto generata con IA

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A Roma anche gli alberi diventano terreno di scontro politico. Da una parte il Campidoglio, che presenta il bilancio arboreo 2021-2025 come la prova di una città più verde: 67.640 nuove piantagioni, 29.842 decrementi complessivi e un saldo positivo di 37.798 alberi. Dall’altra CURAA, l’associazione dei cittadini impegnati nella difesa del patrimonio arboreo, che contesta la lettura trionfalistica e chiede di guardare ciò che i numeri rischiano di nascondere.

Quasi 30mila alberi perduti, il nodo della compensazione

Il punto sollevato dall’associazione è semplice e politicamente esplosivo: un albero adulto abbattuto non viene sostituito immediatamente da una giovane pianta appena messa a dimora. Nel bilancio ufficiale risultano 29.136 abbattimenti e 706 schianti tra novembre 2021 e dicembre 2025. CURAA sostiene che questa perdita abbia prodotto un danno ambientale molto più pesante di quanto racconti il semplice saldo numerico, arrivando a stimare oltre 6.000 tonnellate di ossigeno sottratte alla città.

Piantare non significa aver già restituito ombra e ossigeno

Secondo l’associazione, il problema non è negare le nuove piantumazioni, ma evitare che vengano presentate come una compensazione già compiuta. Gli alberi giovani hanno bisogno di irrigazione, manutenzione e anni di crescita prima di offrire ombra, refrigerio e servizi ambientali paragonabili agli esemplari maturi rimossi. Per CURAA, quindi, Roma non può limitarsi a contare quanti alberi entrano e quanti escono: deve spiegare dove sono, in quale stato vegetano e quanti riescono davvero a sopravvivere.

Cantieri nei parchi, la richiesta di controlli veri

La denuncia si allarga ai cantieri aperti o annunciati nei parchi cittadini, compresi quelli legati al programma “100 Parchi per Roma”. CURAA chiede che ogni intervento sia accompagnato da controlli agronomici, verifiche sulla presenza di nidi e tutele concrete per fauna e vegetazione, soprattutto nella stagione riproduttiva. La domanda rivolta alla Giunta Gualtieri è diretta. Prima di inaugurare nuovi cantieri verdi, il Campidoglio può garantire che il patrimonio naturale non venga sacrificato durante i lavori?

Il precedente dei pini ai Fori Imperiali

A pesare sul clima di sfiducia c’è il caso dei pini dei Fori Imperiali. Dopo le verifiche tecniche svolte nei mesi scorsi, il Comune ha disposto la rimozione e sostituzione di 12 esemplari giudicati a rischio nell’area archeologica centrale. CURAA considera quel caso il simbolo di un metodo che potrebbe essere esteso ai circa 51mila pini presenti in città e teme una nuova stagione di abbattimenti. Per l’associazione, sicurezza e tutela degli alberi non possono trasformarsi in due obiettivi incompatibili.

La battaglia sulla trasparenza

Il vero terreno dello scontro, adesso, è la trasparenza. Il Campidoglio rivendica la digitalizzazione del patrimonio arboreo attraverso Greenspaces; CURAA chiede che cittadini, comitati ed esperti possano consultare dati, perizie, abbattimenti e reimpianti albero per albero. Perché una città non diventa più verde soltanto attraverso i comunicati e i saldi finali. Diventa più verde quando ogni scelta è dimostrabile, controllabile e comprensibile da chi vive Roma ogni giorno.