Taxi-NCC, la tregua con Gualtieri appesa a un filo, i sindacati: “Sistema Roma nel caos a causa dei ‘nodi’ Termini e Tiburtina”
A Roma la guerra tra taxi e NCC non è finita. Si è solo fermata un attimo. Una tregua fragile, politica prima ancora che sindacale, che tiene insieme promesse, controlli annunciati e tensioni mai davvero spente. Il Campidoglio prova a mostrare il volto del governo della mobilità, ma nelle piazze calde della città il clima resta nervoso. E il dossier rischia di tornare esplosivo in qualsiasi momento. Non c’è uno sciopero in corso, ma il dossier resta politicamente scoperto: lo dimostrano l’ultimatum rilanciato dai sindacati, le promesse di nuovi controlli nelle stazioni e una partita amministrativa ancora aperta tra licenze taxi, NCC e abusivismo.
Termini e Tiburtina, le nuove trincee
Il cuore dello scontro è nelle stazioni. Termini e Tiburtina non sono solo snodi ferroviari: sono il simbolo della battaglia quotidiana tra servizio regolare, abusivismo, NCC contestati e taxi che chiedono regole uguali per tutti. Il Campidoglio ha promesso più controlli e presidi della Polizia Locale, ma la categoria vuole vedere risultati concreti. Perché a Roma, ormai, ogni grande arrivo di turisti diventa anche un test politico.
Licenze taxi, il Campidoglio rivendica
La giunta Gualtieri rivendice di aver mosso un dossier fermo da anni: quello delle nuove licenze taxi. Un segnale atteso, soprattutto in vista di una Capitale sempre più carica di eventi, turismo, cantieri e appuntamenti internazionali. Ma aumentare il numero delle auto bianche non basta, secondo i sindacati, se intorno resta una giungla fatta di concorrenza irregolare, norme contestate e controlli percepiti come insufficienti.
Il nodo NCC resta scoperto
Il punto più delicato resta il fronte NCC. Qui la politica cammina su un crinale sottile. Da una parte c’è l’esigenza di rafforzare il servizio in una città enorme, dove spesso trovare un taxi diventa un’impresa. Dall’altra c’è la rabbia delle auto bianche, che denunciano una concorrenza fuori controllo e chiedono al Campidoglio di non limitarsi agli annunci. La promessa di mettere ordine è diventata una prova di credibilità.
Abusivi, ristori e consenso
La partita non è solo tecnica. È consenso puro. Taxi, NCC, abusivi, stazioni, aeroporti, grandi eventi: ogni pezzo del mosaico pesa sul rapporto tra Campidoglio e categorie produttive. I tassisti chiedono ristori, regole certe e controlli veri. Gli NCC chiedono spazio e riconoscimento. In mezzo ci sono romani e turisti, spesso costretti a fare i conti con attese, tariffe, confusione e servizi che non sempre funzionano.