Taxi Roma, protesta il 5 maggio: corteo al Campidoglio contro NCC, Uber e golf cart
I tassisti romani tornano a farsi sentire. La nuova mobilitazione è fissata per martedì 5 maggio 2026, con appuntamento alle 10.30 in piazza della Bocca della Verità. Da lì partirà un corteo a piedi diretto verso piazza del Campidoglio, sede del Comune. La protesta, promossa da diverse sigle sindacali del settore, punta a chiedere più controlli e regole più chiare sul trasporto pubblico non di linea nella Capitale.
Il nodo NCC e piattaforme digitali
Il punto centrale dello scontro riguarda gli NCC e le piattaforme come Uber. Secondo i sindacati, ogni giorno a Roma circolerebbero migliaia di auto con autorizzazioni rilasciate da altri Comuni, ma operative stabilmente nella Capitale. Per i tassisti, questo crea una concorrenza difficile da sostenere, soprattutto quando il servizio viene svolto “su piazza”, cioè intercettando clienti come farebbe un taxi. La richiesta al Campidoglio è semplice: controlli costanti, sanzioni e applicazione delle regole già previste.
Golf cart nel mirino
C’è poi il caso delle golf cart turistiche, sempre più presenti nel centro storico. I piccoli veicoli elettrici vengono usati per accompagnare visitatori tra monumenti e vicoli, ma per i tassisti rischiano di trasformarsi in un servizio parallelo senza le stesse licenze, gli stessi obblighi e gli stessi controlli. Anche su questo fronte viene chiesto un intervento della Regione Lazio. Quattroruote ha segnalato il nodo normativo: sotto la veste “green” potrebbe nascondersi un servizio di trasporto pubblico non di linea non regolato come taxi e NCC.
Stazioni, aeroporti e controlli
La protesta guarda anche ai luoghi più delicati per turisti e cittadini: Stazione Termini, Fiumicino e le principali aree di arrivo in città. Qui i tassisti denunciano la presenza di operatori irregolari e la mancanza di presidi fissi sufficienti. Il tema è pratico: chi arriva a Roma deve poter riconoscere un servizio regolare, pagare tariffe chiare e non finire in mano a chi lavora fuori dalle regole. Per questo la categoria chiede più presenza della Polizia Locale e verifiche mirate.
Nuove licenze e rimborsi fermi
Sul tavolo resta anche la questione delle 1.000 nuove licenze taxi. Roma Capitale ha pubblicato nel 2025 gli atti relativi allo scorrimento delle graduatorie del bando straordinario, ma la vicenda è ancora accompagnata da ricorsi e tensioni amministrative. In parallelo, molti tassisti attendono i ristori previsti dal bando: circa 7.000 euro a testa, secondo le ricostruzioni di settore, oggi fermi per il contenzioso sulle graduatorie.
Nessuno sciopero, ma pressione politica
La mobilitazione del 5 maggio non viene presentata come uno sciopero generale. L’obiettivo dichiarato è far partecipare soprattutto i colleghi fuori turno, limitando i disagi per gli utenti e mantenendo alta la pressione politica su Palazzo Senatorio. Il Campidoglio, dal canto suo, ha già rivendicato nuove misure per aumentare l’offerta taxi, come seconde guide, piattaforme per i turni e gratuità del servizio 060609 per gli operatori. Ma per i sindacati il punto resta uno: senza controlli, le nuove regole non bastano.