Tivoli, truffe agli anziani, smantellata la centrale dell’orrore: 10 arresti a Napoli, bottino da 500 mila euro (FOTO)

Perquisizioni carabinieri

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È una vera e propria organizzazione criminale strutturata con ruoli precisi, quella scoperta dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli, capace di truffare gli anziani in maniera crudele e sistematica. Una struttura capace di colpire persone fragili come fosse una catena di montaggio, mettendo a segno in poco tempo oltre 100 truffe in tutta Italia per un bottino superiore ai 500mila euro.

All’alba di oggi, 13 maggio, è scattato il blitz dei Carabinieri di Tivoli, supportati dal Comando Provinciale di Napoli. I militari, su richiesta della Procura di Tivoli, stanno procedendo all’arresto di 10 persone, sulle quali pende l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione aggravata.

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La svolta dopo l’ennesima truffa a un anziano

Tutto è partito da uno dei tanti raggiri ai danni di una persona anziana di Tivoli, che ha presentato denuncia ai carabinieri del posto, i quali hanno fatto partire le indagini. Una storia che sembrava identica a decine di altre: la telefonata, la paura, la richiesta di soldi o gioielli da consegnare subito. Ma stavolta qualcosa ha cambiato il corso delle indagini. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tivolisono riusciti a sequestrare telefoni cellulari e schede SIM a uno degli indagati. Da lì si è aperto un mondo. Messaggi, contatti, numeri seriali di chiamate. Pezzo dopo pezzo, i carabinieri hanno ricostruito quella che ritengono una macchina perfettamente organizzata, con compiti distribuiti e una gestione quasi aziendale delle truffe.

I militari hanno scoperto che il gruppo coordinava il tutto da un appartamento nel centro storico di Napoli, trasformato in una sorta di centrale operativa delle truffe. Da lì partivano le telefonate verso le vittime sparse in diverse regioni italiane. Gli indagati utilizzavano sempre le stesse scuse, che andavano dai falsi incidenti ai parenti nei guai, usando finti appartenenti alle forze dell’ordine per richiedere denaro in modo urgente, cosa che avrebbe “salvato” il parente da conseguenze con la legge. Quando i Carabinieri hanno individuato il covo, l’attività era ancora in corso.

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I documenti bruciati per cancellare le prove

L’irruzione nell’appartamento ha interrotto decine di truffe che stavano per essere portate a termine proprio in quelle ore. Durante la perquisizione sono stati sequestrati cellulari, elenchi telefonici, appunti e documenti, oltre a fogli parzialmente bruciati. Un tentativo disperato di cancellare le prove prima dell’arrivo dei militari.

Il bilancio dell’inchiesta è impressionante. Tra febbraio 2022 e marzo 2023 sono state commesse 116 truffe in tutta Italia dal gruppo, per un valore complessivo superiore ai 500mila euro. Le dieci persone raggiunte dalle misure cautelari sono tutte italiane. Le accuse contestate vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, fino all’estorsione. Le indagini, però, non sono chiuse. I carabinieri stanno ora verificando eventuali collegamenti con altri episodi simili denunciati negli ultimi mesi in diverse città italiane. Maggiori particolari sull’operazione verranno diffusi nel corso della mattinata.

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