Torvaianica, Ponte D a Campo Ascolano, dopo tre anni ancora nessuna data per la riapertura. Cittadini sul piede di guerra: “Basta promesse, vogliamo i fatti”
Doveva essere l’incontro della svolta. Si è trasformato nell’ennesimo confronto senza una risposta alla domanda che centinaia di cittadini di Campo Ascolano pongono da quasi tre anni: quando riaprirà il Ponte D sul lungomare Tognazzi? Dopo due ore di riunione con Città Metropolitana e Comune di Pomezia, il cronoprogramma continua a non esserci. E la protesta non si ferma.
Dopo quasi tre anni di chiusura, il Ponte D di Campo Ascolano, lungo il lungomare Tognazzi a Torvaianica, resta senza una data di riapertura. L’incontro che si è svolto ieri tra i rappresentanti del Collettivo dei cittadini di Campo Ascolano, Città Metropolitana di Roma Capitale e il Comune di Pomezia avrebbe dovuto chiarire tempi e prospettive. Ma le risposte attese non sono arrivate. Si è invece parlato di procedure amministrative, iter burocratici e di sviluppi successivi alla messa in mora della ditta appaltatrice. Quello che, invece, continua a mancare è il dato che interessa davvero ai residenti: quando il ponte tornerà percorribile.
“Ci aspettavamo una data, non un’altra lezione di burocrazia”
Comitati e cittadini sono furiosi. «Ci aspettavamo risposte. Ci aspettavamo un cronoprogramma. Ci aspettavamo una data. Non è arrivato nulla di tutto questo», scrive il Collettivo nel documento diffuso al termine dell’incontro. Per quasi due ore, spiegano i residenti, le istituzioni hanno illustrato gli adempimenti compiuti e quelli ancora necessari per arrivare alla ripresa dei lavori. Nessuna indicazione concreta, però, sui tempi di riapertura.
Per chi vive a Campo Ascolano, ma anche a Torvaianica, costretto da anni a convivere con disagi alla viabilità e percorsi più lunghi per raggiungere servizi e attività, le spiegazioni non bastano più.
Durante la riunione, riferiscono i cittadini, si è parlato dell’importanza del dialogo tra amministrazioni e territorio. Un’affermazione che il Collettivo definisce paradossale, ricordando quanto accaduto l’8 giugno, quando una delegazione di residenti, nonostante un incontro già concordato, non venne ricevuta. «È proprio da quella porta rimasta chiusa che è nato il nostro Collettivo», sottolineano respingendo le sollecitazioni ricevute durante la riunione sull’importanza del dialogo tra istituzioni e territorio. È stata quella il punto di rottura nei rapporti con le istituzioni.
Durante il confronto una cittadina ha richiamato anche gli strumenti previsti dall’ordinamento per accelerare gli iter amministrativi quando sono coinvolti la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini. Una richiesta che il Collettivo rilancia con forza.
Se davvero esistono procedure straordinarie capaci di ridurre i tempi, sostengono i residenti, è il momento di metterle in campo. Perché la burocrazia, dopo tre anni, non può continuare a rappresentare l’unica risposta.
I dubbi sul ponticello di Campo Ascolano
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la sindaca di Pomezia, arrivata in un secondo momento. Ai cittadini ha assicurato che il ponticello interno di Campo Ascolano, oggi attraversato da un traffico molto superiore rispetto a quello per cui era stato progettato, è stato sottoposto alle necessarie verifiche strutturali. Una risposta che il Collettivo accoglie con prudenza. I residenti annunciano infatti la richiesta formale di accesso alla documentazione tecnica che certifichi l’avvenuta ispezione e lo stato di sicurezza dell’infrastruttura. «Su temi come la sicurezza non bastano rassicurazioni verbali», spiegano.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della sicurezza del tratto di spiaggia comunale di Campo Ascolano. Secondo il Collettivo, l’assenza di servizi e controlli rappresenta un problema ormai evidente, soprattutto nel pieno della stagione estiva. Una richiesta che si aggiunge a quella, ritenuta prioritaria, della riapertura del ponte.
La protesta non si ferma
La vicenda del Ponte D di Torvaianica, ormai, è diventata il simbolo di una battaglia che va oltre un’infrastruttura chiusa. È il rapporto tra cittadini e istituzioni a essere finito sotto accusa. Per i cittadini, l’incontro non ha cambiato nulla. Anzi, avrebbe rafforzato la convinzione che senza una pressione costante il rischio sia quello di continuare ad attendere ancora.
«Se qualcuno pensava che questo incontro sarebbe bastato a spegnere la protesta, ha commesso un grave errore di valutazione», scrivono. Il Collettivo annuncia quindi che la mobilitazione proseguirà «finché non ci saranno certezze, trasparenza e una data ufficiale per la riapertura del Ponte D». Per un quartiere che da quasi tre anni vive con un collegamento fondamentale interrotto, il tempo delle spiegazioni, sostengono i residenti, è ormai finito. Adesso chiedono risposte, documenti e soprattutto una data.