Tour Eiffel, donne messe da parte: e se fosse successo al Colosseo? La sinistra di Roma cosa avrebbe detto


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A Parigi è successo qualcosa che, trasportato a Roma, avrebbe probabilmente acceso un caso politico nazionale. Durante la visita alla Tour Eiffel di una delegazione legata al movimento induista BAPS, sarebbe stato chiesto di limitare i contatti con il personale femminile. Secondo i sindacati, alcune lavoratrici sarebbero state allontanate dalle postazioni o sostituite da colleghi uomini. La società che gestisce il monumento ha poi ammesso che una simile richiesta non avrebbe dovuto essere accettata. I dipendenti hanno protestato e il Comune di Parigi ha annunciato verifiche. Da qui la domanda: se fosse successo al Colosseo, cosa sarebbe accaduto in Italia? E cosa avrebbe detto la sinistra?

A Parigi il problema non è solo la richiesta

La delegazione si trovava in Francia per le celebrazioni legate all’apertura di un importante tempio induista nell’area parigina. Il punto più delicato, però, non è che un gruppo religioso abbia espresso una propria esigenza.

Il problema nasce quando quella richiesta entra nell’organizzazione di un monumento pubblico e incide concretamente sul lavoro delle donne presenti.

È questo il passaggio che rende la vicenda politicamente interessante.

Se al posto della Torre ci fosse stato il Colosseo?

Immaginiamo ora la stessa scena a Roma. Il Colosseo è un luogo pubblico, affidato al Parco archeologico del Colosseo e quindi riconducibile al Ministero della Cultura.

Un titolo come “Donne spostate al Colosseo per non incontrare una delegazione religiosa” avrebbe probabilmente prodotto interrogazioni, richieste di chiarimenti e una discussione nazionale su accoglienza, laicità e uguaglianza.

Non servirebbe nemmeno enfatizzare: basterebbero i fatti.

E la sinistra italiana cosa avrebbe detto?

Qui bisogna distinguere tra realtà e ipotesi. Non possiamo sapere cosa avrebbero dichiarato Elly Schlein, il Pd o le associazioni femministe davanti a un episodio mai avvenuto al Colosseo.

Possiamo però ricordare che la sinistra italiana richiama da anni principi come parità di genere, laicità delle istituzioni e contrasto alle discriminazioni.

Sulla carta, quindi, la risposta dovrebbe essere semplice: una lavoratrice non può essere messa da parte perché donna.

Il vero test è quando i principi diventano scomodi

Il caso francese diventa interessante proprio qui. Difendere la parità è semplice quando il principio resta astratto. Diventa più difficile quando entra in contatto con religione, integrazione, tradizioni culturali e tutela delle minoranze.

La destra può usare episodi simili per generalizzare contro intere comunità. La sinistra, al contrario, può essere tentata da maggiore prudenza quando teme di apparire ostile a una minoranza.

Non è detto che accada. Ma è questo il banco di prova.

Al Colosseo varrebbe l’articolo 3

In Italia la bussola sarebbe piuttosto chiara. L’articolo 3 della Costituzione sancisce l’uguaglianza senza distinzioni, tra le altre, di sesso e religione.

La questione non sarebbe quindi se rispettare o meno una convinzione religiosa. Il problema nascerebbe quando, per assecondarla, un’istituzione pubblica modificasse il trattamento dei propri dipendenti sulla base del sesso.

Sono due piani diversi, ed è importante non confonderli.

Il vero paradosso italiano

Se qualcosa di simile accadesse domani al Colosseo, il dibattito italiano rischierebbe di dividersi subito tra destra e sinistra, identità e multiculturalismo, accoglienza e tradizione.

La domanda, invece, potrebbe restare molto più semplice: una lavoratrice dovrebbe spostarsi perché una delegazione non desidera incontrare donne?

Se la risposta è no, deve esserlo indipendentemente dalla religione degli ospiti e dal colore politico di chi governa.

È qui che il caso Tour Eiffel diventa una domanda anche per la sinistra italiana: non perché sia già colpevole di un doppio standard, ma perché sarebbe chiamata a dimostrare che i principi rivendicati valgono anche quando applicarli diventa più scomodo.

Perché i valori sono facili da proclamare. Molto meno facile è applicarli sempre.