Tre Fontane, flop per Gualtieri: il Comune punta sul maxi-parco, ma l’asta la vince Todini per quasi 3 milioni
Roma aveva puntato apertamente sull’acquisto dei 14 ettari di Tre Fontane per trasformarli in un grande parco urbano, ma l’operazione si è chiusa con un risultato opposto: il terreno è stato aggiudicato a Todini Costruzioni Generali per 2 milioni e 998mila euro. È questo il dato che trasforma una delle operazioni urbanistiche sulle quali la Giunta Gualtieri aveva investito maggiormente nelle ultime settimane in un flop sul piano dell’acquisizione pubblica.
Gualtieri aveva chiesto di rinviare l’asta
Il Campidoglio non era rimasto alla finestra. Il primo ottobre Roma Capitale aveva manifestato formalmente l’interesse ad acquistare il compendio tra via Laurentina e via Cristoforo Colombo. Il sindaco Roberto Gualtieri aveva addirittura chiesto agli organi della procedura di differire la vendita di tre settimane, per consentire agli uffici di completare le valutazioni tecniche, economiche e urbanistiche e preparare l’offerta. L’obiettivo dichiarato era un grande parco urbano, con bosco e verde attrezzato.
Il via libera dell’Assemblea Capitolina
La volontà politica si era poi trasformata in un atto concreto. Il 20 ottobre l’Assemblea Capitolina aveva autorizzato Roma Capitale a partecipare alla procedura competitiva, riconoscendo all’area un interesse pubblico e strategico. Nel frattempo Todini aveva già ottenuto il 6 ottobre una prima aggiudicazione provvisoria per 2,48 milioni di euro. La nuova fase della gara prevedeva offerte migliorative, con una soglia minima di 2,728 milioni.
Alla sfida finale restano solo Comune e Todini
Il 27 ottobre si arriva così al confronto decisivo. Alla gara migliorativa partecipano soltanto Roma Capitale e Todini Costruzioni Generali. Ma a spuntarla è il privato: Todini mette sul tavolo 2.998.000 euro e si aggiudica definitivamente il compendio. L’importo dell’offerta presentata dal Campidoglio non risulta pubblicamente indicato nelle fonti della procedura consultate: ciò che è certo è che non è bastato per riportare i terreni nel patrimonio comunale.
Il maxi-parco resta sulla carta
Il risultato politico-amministrativo, quindi, è semplice: il piano annunciato da Gualtieri per acquisire direttamente Tre Fontane e trasformarlo in un grande parco pubblico non è andato a buon fine. I 14 ettari, circa 141mila metri quadrati, restano in mani private. Questo non significa però che Todini possa domani aprire un cantiere e costruire liberamente: sull’area insistono una disciplina urbanistica e vincoli che rendono qualsiasi trasformazione ben più complessa di una normale edificazione.
Ora la partita torna nelle mani del Campidoglio
Ed è qui che il flop dell’asta apre una partita ancora più delicata. Roma Capitale non è riuscita a diventare proprietaria dell’area sulla quale aveva puntato per il suo nuovo polmone verde, ma conserverà un ruolo determinante nelle eventuali future scelte urbanistiche. Il terreno è di Todini; le trasformazioni, però, non sono automatiche. Gualtieri ha perso la sfida per comprarlo. Adesso dovrà spiegare come intende salvare il progetto del grande parco senza essere più il proprietario dei 14 ettari.