Una Giornata per Enzo Tortora e le vittime di errori giudiziari: via libera della Camera, ora la parola passa al Senato
Il primo sì alla Giornata nazionale dedicata a Enzo Tortora e alle vittime degli errori giudiziari arriva dalla Camera, ma il voto mostra anche una diversa sensibilità politica davanti a una delle ferite più profonde della giustizia italiana. Montecitorio ha approvato la proposta di legge con 178 voti favorevoli e 97 astensioni. Nessun deputato ha votato contro, ma Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno scelto di non sostenere direttamente il provvedimento.
Il 17 giugno, il giorno che spezzò una vita
La data scelta non è casuale. Il 17 giugno 1983 Enzo Tortora, giornalista e popolarissimo conduttore televisivo, venne arrestato e trascinato dentro un’inchiesta con accuse gravissime. Cominciò così un calvario giudiziario e umano destinato a diventare il simbolo italiano dell’innocenza travolta da testimonianze e ricostruzioni rivelatesi prive di fondamento. Tortora venne infine riconosciuto completamente estraneo ai fatti che gli erano stati contestati.
Centrodestra e riformisti votano insieme
A sostenere la proposta sono stati i gruppi del centrodestra insieme a Italia Viva e Azione. Una convergenza che ha attraversato i tradizionali schieramenti e ha unito maggioranza e area riformista sul valore simbolico della vicenda Tortora. Dall’altra parte, Pd, M5S e Avs si sono astenuti. Non una bocciatura, dunque, ma una distanza politica che rende il voto meno corale di quanto la delicatezza del tema avrebbe potuto suggerire.
Un percorso iniziato due anni fa
La proposta era stata presentata alla Camera nel febbraio 2024 e successivamente abbinata ad altri testi sullo stesso argomento. L’esame nella Commissione Giustizia, iniziato nell’ottobre dello stesso anno, si è concluso l’8 luglio 2026, dopo audizioni e approfondimenti. Il provvedimento punta a costruire una memoria pubblica intorno alle vittime degli errori giudiziari, partendo dal caso che più di ogni altro ha segnato l’opinione pubblica italiana.
Ora la parola passa al Senato
Il voto della Camera non conclude però l’iter. Il testo deve essere esaminato e approvato anche dal Senato prima che la Giornata nazionale possa entrare ufficialmente nel calendario civile. Il passaggio di Montecitorio resta comunque un segnale: il nome di Enzo Tortora non appartiene soltanto alla storia della televisione o della cronaca giudiziaria, ma continua a interrogare lo Stato sulle conseguenze irreparabili di un’accusa sbagliata.
Il 17 giugno potrebbe così diventare non soltanto una ricorrenza, ma un richiamo annuale alla presunzione d’innocenza, alla dignità della persona e alla responsabilità delle istituzioni. Perché dietro ogni errore giudiziario non c’è una pratica da archiviare, ma una vita che rischia di non tornare mai più quella di prima.