Usura a Roma, prestiti al 300% e armi con silenziatore sequestrate: due imprenditori in manette
A Roma la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due imprenditori originari della Calabria. I due sono gravemente indiziati, a vario titolo, di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia, ed è stata disposta dal Tribunale di Roma, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari.
Prestiti con interessi oltre il 300%
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema ruotava attorno alla concessione di prestiti a imprenditori e professionisti in difficoltà. Denaro facile, ma a condizioni pesantissime: i tassi di interesse annui sarebbero arrivati anche oltre il 300%. Una spirale capace di soffocare chi, magari già in crisi, cercava liquidità per mandare avanti la propria attività. Quando il pagamento diventava difficile, sarebbero entrate in gioco pressioni e intimidazioni.
L’ombra della ’ndrangheta sull’economia romana
Le indagini del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma avrebbero fatto emergere il collegamento con una struttura criminale di matrice ’ndranghetistica. In particolare, gli arrestati sarebbero stati vicini alla cosiddetta “Confederazione cosentina”, un’alleanza criminale che riunisce più clan della provincia di Cosenza. Un dato che conferma un problema politico e sociale evidente: la criminalità organizzata non vive solo nei vicoli bui, ma tenta di entrare nei conti, nelle aziende e nel mercato.
Sequestrati contanti, fucili e pistole
Durante l’operazione, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 300.000 euro in contanti, somma che sarebbe stata pronta per essere consegnata come prestito usurario. Trovate anche armi pesanti: due fucili automatici, due pistole semiautomatiche con silenziatore e molte munizioni. Un arsenale che racconta la pericolosità del contesto investigativo e il possibile uso della forza per sostenere affari criminali.
Oltre 3 milioni di euro prestati a 25 persone
Agli indagati viene contestato anche l’esercizio abusivo dell’attività creditizia. I finanziamenti ricostruiti ammonterebbero a oltre 3 milioni di euro e avrebbero coinvolto circa 25 soggetti. Le perquisizioni e i sequestri hanno riguardato anche altri tre soggetti coinvolti nelle indagini, con il supporto della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato nella sede di Cosenza.
La battaglia contro l’usura resta aperta
L’operazione rientra nell’azione di contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia legale. L’usura resta uno dei reati più odiosi perché colpisce chi è fragile, chi ha bisogno di liquidità e spesso chi non riesce più ad accedere al credito ordinario. È bene ricordare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.