Villa Borghese ‘privatizzata’, Gualtieri tira dritto: sprint sulla concessione da 26,5 milioni nonostante la diffida degli ‘Amici della Villa’
Villa Borghese resta pubblica, ma il Campidoglio sta portando al traguardo una concessione quinquennale che permetterà ad una società privata di utilizzare ogni inverno circa 30mila metri quadrati (l’equivalente di circa sei campi da calcio di serie A) del Galoppatoio per Christmas World, un grande evento a pagamento con attrazioni, food, merchandising e biglietteria, dal valore economico stimato di 26,5 milioni di euro.
La scelta, sostenuta dalla Giunta Gualtieri e difesa dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, è contestata dagli Amici di Villa Borghese, che il 19 agosto hanno diffidato le istituzioni chiedendo di fermare o rivedere questo tipo di utilizzo commerciale del parco.
Nonostante la diffida, la gara non risulta sospesa ed è arrivata alla scadenza fissata per quest’oggi 3 settembre.
La gara arriva al traguardo
Il termine per presentare le offerte era fissato in particolafre alle 12 di oggi 3 settembre, con apertura prevista alle 14. Tecnicamente si tratta di una concessione di servizi in partenariato pubblico-privato, nata dalla proposta di Lux Eventi Srl, promotrice di Christmas World.
Il valore stimato è di 26.545.679 euro, Iva esclusa. Non sono soldi pagati dal Campidoglio, ma il valore economico complessivo della concessione, sostanzialmente coincidente con i ricavi previsti nei cinque anni.
Tre ettari per tre mesi ogni inverno
Il progetto interessa il Galoppatoio di Villa Borghese, su circa 30mila metri quadrati, pari a tre ettari.
L’occupazione non riguarda soltanto i giorni di apertura: gli atti prevedono circa tre mesi ogni inverno, da metà ottobre a metà gennaio, tra allestimento, manifestazione e smontaggio. Lo schema è destinato a ripetersi per cinque annualità consecutive.
Biglietti, attrazioni e commercio
Christmas World comprende scenografie, attrazioni, laboratori, spazi per food e beverage, retail e merchandising, oltre a un sistema di ticketing.
Villa Borghese resta ovviamente pubblica: per questo “privatizzata” è una formula giornalistica e politica. Il fatto oggettivo è che una parte rilevante del Galoppatoio viene destinata per settimane a un evento economicamente organizzato, con accesso regolato attraverso biglietti.
Un business da 26,5 milioni
Il Piano economico-finanziario prevede ricavi per circa 5 milioni di euro nel 2026, in crescita fino a oltre 5,6 milioni nel 2030.
La voce principale è la bigliettazione, affiancata da attrazioni, ristorazione e merchandising. Il PEF indica inoltre un investimento iniziale di circa 5 milioni di euro e un TIR del 21,3%.
Roma Capitale non finanzia direttamente l’organizzazione: gli atti precisano che non sono previsti oneri diretti a carico dell’Amministrazione.
Canone e vecchio sconto del 50%
Il concessionario dovrà versare il canone previsto per l’utilizzo delle aree e una quota pari al 2% degli introiti della bigliettazione, al netto di Iva e Siae.
Nella proposta del 2025 era previsto un canone giornaliero ridotto del 50% per tutta la durata dell’evento. Negli atti definitivi la formula è stata modificata: la riduzione resta soltanto durante allestimento e disallestimento.
La diffida dei cittadini
Il 19 agosto 2026, mentre la gara era ancora aperta, l’associazione Amici di Villa Borghese ha inviato una diffida al sindaco Roberto Gualtieri e ad altre istituzioni, contestando l’utilizzo della Villa per grandi manifestazioni commerciali e a pagamento.
Tra gli eventi richiamati figura anche Christmas World. I cittadini chiedono di riconsiderare questo modello di utilizzo e richiamano lo storico vincolo che accompagna Villa Borghese dalla sua cessione al Comune.
Alfonsi difende gli eventi
Sul fronte opposto si è schierata Sabrina Alfonsi, assessore capitolina all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti.
Alfonsi ha difeso pubblicamente la scelta di ospitare eventi nella Villa, sostenendo che manifestazioni autorizzate e regolamentate possano convivere con la tutela del parco e contribuire anche alla produzione di risorse utili alla sua manutenzione.
Gualtieri tira dritto
Dopo la diffida il Campidoglio ha fatto sapere che le osservazioni sarebbero state valutate. Ma la gara, sulla base degli atti pubblicati, non risulta sospesa in conseguenza dell’iniziativa dei cittadini ed è arrivata alla scadenza prevista del 3 settembre.
È su questo dato che poggia la formula secondo cui Gualtieri “tira dritto”, mentre Alfonsi difende politicamente l’impostazione dell’Amministrazione.
Il vincolo del 1903 esiste
L’atto di cessione di Villa Borghese al Comune del 1903 prevede la destinazione della Villa a pubblico giardino e l’obbligo di conservarla nel tempo a quell’uso.
Nel documento compare anche il riferimento all’“uso pubblico improduttivo della cittadinanza romana e nazionale”.
Questo non rende automaticamente illegittimo Christmas World: nessun giudice lo ha stabilito. Ma apre una questione precisa sulla compatibilità tra quel vincolo e una concessione quinquennale che utilizza tre ettari del parco per un evento a pagamento.
La partita resta aperta
Da una parte la Giunta Gualtieri porta avanti una concessione considerata di interesse pubblico e senza costi diretti per Roma Capitale. Dall’altra, cittadini e associazioni contestano quella che considerano una crescente commercializzazione degli spazi della Villa.
Nel mezzo restano i numeri: 30mila metri quadrati, circa tre mesi ogni inverno, cinque anni e 26,5 milioni di ricavi stimati.
Ora bisognerà capire chi otterrà la concessione e se la diffida degli Amici di Villa Borghese finirà davanti al giudice amministrativo.