Zingaretti e governo hanno fatto la festa, ma ai lavoratori del TPL

Hanno fatto la festa, ma ai lavoratori del trasporto pubblico locale. Altro che primo maggio, con le regole che si stanno mettendo a punto per la riapertura di lunedì prossimino tutto il comparto gestito da ATAC e Cotral è in fibrillazione. Compresi i macchinisti e gli operatori di stazione delle metropolitane e delle ferrovie concesse come la Roma Lido. Regna ancora una grande incertezza su come verrà gestita la fase due nel trasporto pubblico, e questo non tranquillizza affatto addetti ai lavori e sindacati. In più sembra ormai chiaro che tra comune di Roma e Regione Lazio saranno applicati protocolli diversi, a cominciare dal numero dei passeggeri che potranno salire su autobus e torpedoni. Per non parlare dei controlli, dove al Cotral dovrebbero addirittura procedere a nuove assunzioni. Mentre ATAC ha fatto sapere di essere in grande difficoltà, perchè al momento dispone di soli 250 verificatori. Insomma una situazione complessa e potenzialmente ad alto rischio. Sia per i lavoratori che per l’utenza. Per questo il segretario regionale della FAISA Sicel Claudio Di Francesco in una nota di fuoco ha chiesto di fare subito chiarezza. Puntando il dito stavolta contro governo e Regione, perché la previsione di 50 persone a sedere sui pullman del Cotral proprio non gli va giù.

Atac, monta la paura coronavirus sul bus

Il governo e Zingaretti hanno fatto la festa ai lavoratori del trasporto. La denuncia di Claudio Di Francesco, segretario di FAISA Sicel

Il governo e il presidente della Regione Lazio il primo maggio hanno fatto la festa del lavoro. Ma in realtà si è trattato di una vera e propria festa fatta a tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale della nostra Regione. Questa la denuncia del segretario della FAISA Sicel Claudio Di Francesco espressa in un durissimo comunicato stampa. La delibera della Regione Lazio la quale dice che si può stare in 50 sui bus (le corriere del Cotral ndr) è una vera e propria follia, prosegue Di Francesco. E da qui si evince che le task force strapagate dal governo non sanno nemmeno bene far di conto. Non si capisce perchè in un negozio di 40 metri quadri può stare una sola persona, e a bordo di una corriera si possano sedere fino a 50 passeggeri. Ma lo sanno questi signori quali sono le dimensioni interne di un pullman per il trasporto persone? La larghezza massima di queste vetture è di due metri e mezzo, l’altezza non superiore a 4 metri. E la lunghezza di tutto l’autobus non supera i 12 metri. Basta poco per capire che i conti non tornano. Così si rischia di mandare i lavoratori al massacro.

Servono subito risposte per tutelare i lavoratori del comparto. E tutte le protezioni previste dalla legge

Servono subito risposte per tutelare i lavoratori del comparto del TPL. Non usa giri di parole il segretario regionale della FAISA Sicel Claudio Di Francesco per denunciare quanto sta avvenendo in tutto il settore. Proprio ora che si avvicina la fase due e la prudenza deve essere osservata scrupolosamente. Per evitare una nuova diffusione incontrollata del contagio. Invitiamo governo e Regione a correggere subito il primo macroscopico errore, e a ridurre i posti disponibili nei pullman regionali. Ma anche il comune di Roma e la sindaca Raggi dovranno fare la loro parte, perchè dovrà essere garantita a tutti i lavoratori del comparto la massima sicurezza. E il pieno rispetto delle normativa per tutelarli dal contagio, loro e le loro famiglie. Se gli enti locali e le aziende di trasporto non provvederanno subito, garantiremo come sindacato la piena tutela anche da un punto di vista legale.

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