ZTL Appia Antica, la Giunta avvia il progetto: telecamere accese dal 19 settembre. Nuova stretta dopo Zona 30, autovelox e Photored
Roma, la nuova ZTL dell’Appia Antica entra nella fase operativa: dal 19 settembre la Giunta Gualtieri avvierà il pre-esercizio dei varchi elettronici nei weekend, aggiungendo un altro tassello alla politica di limitazioni e controlli sulla mobilità privata della Giunta Gualtieri. Lo ha annunciato oggi l’assessore alla Mobilità della Giunta Gualtieri, Eugenio Patanè con una nota stampa. Va precisato che si tratterà inizialmente di pre-esercizio: il comunicato non indica ancora la data dalla quale partirà l’eventuale rilevazione automatica delle infrazioni.
Il progetto era stato approvato dalla Giunta già nel luglio 2025. La ZTL riguarda il tratto dell’Appia Antica compreso tra via delle Mura Latine e via Appia Pignatelli e parte dell’Ardeatina. La disciplina prevista è dalle 7 alle 19 di sabato e domenica, escluso agosto, con limite di velocità a 30 km/h.
Dopo Zona 30, autovelox e Photored
La ZTL Appia Antica arriva dopo una lunga stagione di ‘strette’ nel campo della mobilità capitolina. A gennaio il Campidoglio ha trasformato la ZTL del Centro storico in Zona 30 e ha annunciato un piano che comprende nuovi autovelox, fino a 1.000 strade con limite a 30 chilometri orari e un ulteriore aumento dei sistemi Photored. Roma Servizi per la Mobilità ha indicato inoltre 38 nuovi dispositivi Photored in 15 incroci, destinati ad aggiungersi a quelli già esistenti.
È qui che la strategia della Giunta Gualtieri presta il fianco alla critica. Presi singolarmente, limiti, controlli e ZTL possono avere motivazioni legate alla sicurezza e alla tutela ambientale. Ma sommati uno dopo l’altro rischiano di essere percepiti da una parte dei romani non come una nuova mobilità, bensì come una sequenza di divieti, telecamere e restrizioni.
Il nodo vero resta il trasporto pubblico
Roma, prima ancora di nuove strette, avrebbe bisogno di rendere realmente conveniente lasciare l’auto a casa. E questo significa un salto di qualità evidente su metro, tram, autobus, frequenze e affidabilità del servizio. Proprio nell’estate 2026, invece, gli utenti stanno convivendo con importanti limitazioni: dal 3 agosto diverse linee tram sono state sostituite da autobus per lavori sulla rete, mentre la stazione Lepanto della Metro A resta chiusa fino al 30 agosto per riqualificazione. Sono interventi necessari, ma fotografano bene quanto il sistema pubblico sia ancora attraversato da cantieri e disagi.
Il punto è questo: una città convince davvero i cittadini a usare meno l’auto quando offre un’alternativa migliore, non soltanto quando rende progressivamente più complicato utilizzare quella privata. Senza questo salto di qualità, ogni nuova restrizione rischia di trasformarsi, almeno nella percezione di molti automobilisti, nell’ennesima “punizione”.
FdI aveva già chiesto di fermarsi
E le contestazioni sull’Appia Antica erano arrivate anche prima dell’annuncio di oggi. Il 18 luglio, la consigliera capitolina di Fratelli d’Italia Maria Cristina Masi e Daniele Rinaldi, vicepresidente della Federazione romana del partito, avevano chiesto a Gualtieri di fermare e rivedere gli interventi in corso nell’area, aprendo un confronto con residenti e cittadini. Contestavano, in particolare, il restringimento della carreggiata e le conseguenze sulla viabilità.
Quella presa di posizione riguardava più in generale gli interventi realizzati sull’Appia Antica e non può essere attribuita esclusivamente ai varchi della ZTL. Ma il messaggio politico era già chiarissimo: per FdI il Campidoglio sta affrontando la mobilità riducendo spazi e possibilità per le auto senza costruire prima alternative sufficientemente forti.
Dal 19 settembre, intanto, gli occhi elettronici dell’Appia Antica inizieranno il loro pre-esercizio. E la linea della Giunta Gualtieri sulla mobilità farà un altro passo avanti: meno traffico privato, più limiti e più controlli. Resta da capire se, parallelamente, Roma riuscirà finalmente a compiere quel salto di qualità del trasporto pubblico senza il quale le restrizioni rischiano di essere ricordate molto più delle alternative.